L’Ucraina tra attacchi e crisi umanitaria crescente

proteste per il supporto all’Ucraina proteste per il supporto all’Ucraina wal_172619 su Pixabay

23 Marzo 2026 -

Dopo quasi 1500 giorni di conflitto aumentano vittime civili e danni alle infrastrutture, mentre l’assistenza ONU resta sottofinanziata.

A più di quattro anni dall’inizio della guerra in Ucraina, il bilancio umano continua a crescere in modo allarmante. Rosemary DiCarlo, Sottosegretaria generale delle Nazioni Unite, ha descritto il conflitto come “quasi 1500 giorni di morte, distruzione e disperazione”, ribadendo la richiesta di un cessate il fuoco immediato. Dall’inizio delle ostilità, almeno 15.364 civili sono stati uccisi, tra cui 775 bambini, e oltre 42.000 sono rimasti feriti, anche se le cifre reali potrebbero essere più elevate. Solo nel mese di febbraio si sono registrate almeno 188 vittime civili e 757 feriti, segnando un aumento del 45% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e indicando un’intensificazione della violenza.

Gli attacchi continuano a colpire città come Kharkiv, Kyiv, Donetsk, Kherson e Zaporizhzhia, mentre cresce il numero di raid contro infrastrutture ferroviarie e di trasporto. Durante l’inverno, i danni al sistema energetico hanno portato la rete elettrica sull’orlo del collasso: il 60% della capacità di produzione di gas è stato distrutto e tutte le centrali elettriche risultano danneggiate, con conseguenti interruzioni diffuse di elettricità, riscaldamento e acqua. A Odessa, le infrastrutture energetiche, industriali e portuali sono state colpite, e il 19 marzo un attacco con droni contro edifici residenziali ha causato quattro feriti.

Parallelamente, la Russia ha segnalato la più grande operazione di droni contro Mosca, avvenuta tra il 14 e il 16 marzo, con almeno 250 velivoli abbattuti e nessuna vittima civile riportata. Nelle regioni di Kursk, Belgorod, Bryansk e Krasnodar, al confine con l’Ucraina, sono stati invece segnalati danni e vittime, sebbene i dati non siano verificabili. Il 7 marzo, inoltre, i danni alla centrale idroelettrica di Novodnistrovsk hanno provocato una fuoriuscita di petrolio e l’inquinamento del fiume Nistru, con conseguente allerta ambientale di 15 giorni in Moldavia.

Sul piano umanitario, le Nazioni Unite denunciano un “modello costante” di attacchi contro infrastrutture civili essenziali, costringendo gli aiuti a supplire al collasso dei servizi di base. Un episodio particolarmente grave si è verificato il 20 marzo, quando un veicolo umanitario, impegnato nell’evacuazione di anziani nella regione di Donetsk, è stato colpito da un drone. Nonostante le difficoltà, a gennaio le organizzazioni umanitarie hanno raggiunto quasi un milione di persone con assistenza alimentare, sanitaria, economica e protezione. Tuttavia, il piano di risposta da 2 miliardi di dollari per il 2024, destinato a sostenere 3,6 milioni di persone, resta finanziato solo in minima parte, spingendo l’ONU a chiedere con urgenza maggiori risorse e accesso sicuro e senza ostacoli per gli operatori sul terreno.

 

di Michele Cannas



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