La Commissione delle Nazioni Unite per i Diritti Umani in Sud Sudan ha incontrato rappresentanti del governo, del settore della sicurezza, della società civile e di altre parti interessate per valutare il progressivo aggravarsi della situazione umanitaria nel paese. La visita ha messo in luce una grave minaccia alla tutela dei diritti umani in Sud Sudan e seri rischi per la vita e sicurezza della popolazione.
Si è registrato un enorme aumento degli atti di grave violenza contro i bambini, attacchi aerei nel 70 % degli Stati, ripetuti casi di violenza sessuale e di genere, nonché la persecuzione e la detenzione di leader dell’opposizione. A tutto ciò si aggiunge la difficile situazione politico-economica che affligge un paese ormai sull’orlo del collasso. In tutto il Sud Sudan, sei milioni di persone soffrono di malnutrizione acuta, le riserve idriche della popolazione locale sono gravemente insufficienti e le strutture igienico-sanitarie sono estremamente limitate. In alcune zone, l’intera popolazione dipende completamente da acqua contaminata. Queste condizioni disumane aggravano il rischio, già elevato, di contrarre e diffondere malattie come il colera e l’epatite. Inoltre, dall’inizio della guerra in Sudan nel 2023, milioni di persone hanno cercato rifugio nel Sud Sudan. Attualmente, molti sud sudanesi stanno migrando verso l’Etiopia, dove alcune zone ospitano fino ad oltre 450.000 rifugiati sud sudanesi.
Negli Stati di Jonglei, Juba Unity e Alto Nilo, le Forze di difesa popolare del Sud Sudan (SS PDF) e il Movimento di liberazione popolare del Sudan-Opposizione (SPLM-IO) sono impegnati in ostilità in corso in diversi stati, con frequenti cambi di fronte nel dominio territoriale.
La Commissione ha inoltre rilevato una significativa mancanza di progressi, rispetto al suo rapporto del 2025, nella lotta alla corruzione, all’impunità e all’uso improprio delle risorse pubbliche. Di fatto, la corruzione e l’impunità continuano a rappresentare un grave ostacolo alla pace e alla sicurezza nel Paese. Queste constatazioni sollevano preoccupazioni in merito alle imminenti elezioni - le prime dall’indipendenza - che, tuttavia, risentirebbero della mancanza di garanzie essenziali per il loro svolgimento.
I Membri della Commissione hanno sottolineato che, in un momento caratterizzato da impellenti necessità, nonché da una persistente carenza di fondi e sostegno alle operazioni umanitarie, la Missione delle Nazioni Unite in Sud Sudan (UNMISS) svolge un ruolo cruciale nella salvaguardia dei diritti umanitari e del rispetto della dignità umana nel Paese.
La Missione delle Nazioni Unite in Sud Sudan opera per proteggere i civili, facilitare la distribuzione degli aiuti umanitari nelle condizioni di massima sicurezza, promuovere i diritti umani e costruire una pace duratura. Circa 12.000 peacekeepers prestano servizio nell’ambito dell’ UNMISS sotto il mandato del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, svolgendo attività di monitoraggio, indagine e segnalazione delle violazioni dei diritti umani, realizzando sul campo iniziative di consolidamento della pace in collaborazione con gli attori locali, salvaguardando il rispetto per la vita umana e sostenendo il processo pacifico di attuazione degli accordi.
Gli effetti combinati della guerra civile, dell’aumento della corruzione, degli elevati tassi di omicidi, stupri, rapimenti e violenze - oltre alla mancanza di responsabilità - hanno portato il paese sull’orlo del collasso. La Commissione delle Nazioni Unite per i diritti umani chiede un intervento efficace e immediato, esortando il governo sud sudanese e tutti gli attori politici e militari coinvolti ad adottare misure urgenti per allentare le tensioni e proteggere i civili.

