Israele viola il diritto internazionale limitando gli aiuti per Gaza, accusa UNRWA

Tre bambine, una in sedia a rotelle, avanzano tra le macerie di Gaza Tre bambine, una in sedia a rotelle, avanzano tra le macerie di Gaza Hosny Salah su Pixabay

17 novembre 2025 -

Un alto funzionario dell’UNRWA accusa Israele di violare le leggi internazionali bloccando gli aiuti vitali a Gaza.

L’UNRWA sostiene che Israele stia violando il diritto umanitario internazionale trattenendo gli aiuti essenziali a Gaza, nonostante scorte sufficienti per sostenere l’intera popolazione per mesi. 

Natalie Boucly, vice commissaria generale dell’UNRWA, durante una visita a Bruxelles, ha rimarcato che Israele, in quanto potenza occupante, ha obblighi giuridici ai sensi della Convenzione di Ginevra e dei diritti umani, che non starebbe rispettando.

Secondo Boucly, ben 500-600 camion di aiuti al giorno sarebbero necessari per Gaza, ma solo circa la metà, o forse meno, riesce ad entrare a causa delle restrizioni imposte da Israele.

Il problema è più grave perché l’UNRWA ha dichiarato di avere scorte pronte per circa 6.000 camion, equivalenti a tre mesi di aiuti per la popolazione di Gaza, ma gran parte rimane bloccata in Giordania ed Egitto. 

Questa critica arriva poco dopo un’opinione consultiva della Corte Internazionale di Giustizia (ICJ) dell’ottobre 2025, che ha ordinato a Israele di garantire l’accesso ai rifornimenti essenziali e di cooperare con l’UNRWA. 

La Corte dell’Aja ha concluso che Israele ha violato obblighi previsti dalla Carta delle Nazioni Unite e dalle Convenzioni di Ginevra, soprattutto bloccando l’accesso ai convogli umanitari e attaccando siti dell’ONU. 

L’ICJ ha anche respinto le accuse israeliane secondo cui l’UNRWA sarebbe infiltrata da Hamas, definendo tali affermazioni «non sufficientemente dimostrate». 

Secondo le organizzazioni internazionali, il rifiuto israeliano di aprire i valichi umanitari costituisce un metodo di pressione che rischia di trasformarsi in fame sistemica. 

Amnesty International, da parte sua, denuncia che impedire il passaggio di cibo, medicine, acqua e carburante equivale a usare la fame come arma di guerra, pratica proibita dal diritto internazionale. 

Organizzazioni come Oxfam hanno sottolineato che molte ONG stanno subendo ritardi o sono escluse dal fornire assistenza perché il governo israeliano ha introdotto procedure restrittive su chi può operare a Gaza, in violazione degli accordi di tregua.

Nonostante l’opinione della Corte, il Segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha affermato che qualsiasi meccanismo che limiti lo spazio umanitario “fino all’ultimo chicco di farina” è inaccettabile.

Boucly ha inoltre avvertito che il prolungarsi del blocco umanitario non solo aggrava la crisi immediata, ma rischia di radicalizzare ulteriormente la popolazione, soprattutto tra i bambini, molti dei quali hanno già vissuto traumi profondi e perdite familiari. 

In conclusione, secondo l’UNRWA e numerosi organismi internazionali, il comportamento israeliano non appare solo come un errore politico, ma come una violazione strutturale del diritto internazionale, con conseguenze potenzialmente devastanti per la popolazione di Gaza.



di Sara Maggetto

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