Nella giornata di giovedì 10 luglio, almeno quindici palestinesi - tra cui otto bambini e due donne, una delle quali incinta, sono stati uccisi in un raid israeliano mentre erano in fila per ricevere aiuti umanitari, davanti alla clinica Altayara, gestita dall’organizzazione umanitaria statunitense Project Hope. I pazienti attendevano trattamenti medici per malnutrizione, infezioni e malattie croniche.
In risposta, il presidente e CEO di Project Hope, Rabih Torbay, ha condannato gli attacchi come una palese violazione del Diritto internazionale umanitario, affermando che: “Nessun individuo e nessun luogo a Gaza è al sicuro”. Le forze militari israeliane hanno giustificato il raid affermando che era volto a colpire un membro di Hamas coinvolto negli attacchi terroristici del 7 ottobre 2023. Tuttavia, un rapporto pubblicato il 27 giugno dal quotidiano israeliano Haaretz, ha riportato alcuni commenti di soldati israeliani che avevano ricevuto ordini di fare fuoco sulla folla disarmata, anche in assenza di una chiara minaccia. In seguito alla pubblicazione del rapporto, gli alti ufficiali dell’esercito israeliano hanno riconosciuto l’uso di “fuoco non calcolato” sui Palestinesi in cerca di aiuto. Queste affermazioni dimostrano che colpire civili disarmati non è estraneo al modus operandi delle forze israeliane.
L’11 luglio, Ravina Shamdasani - portavoce dell’Ufficio dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR) - ha espresso profonda preoccupazione per il numero sempre più elevato di attacchi contro i palestinesi in attesa di servizi essenziali, come cibo e medicinali. Shamdasani ha affermato che: “Devono scegliere tra l’essere colpiti o nutrirsi”.
Le uccisioni di civili presso i centri di distribuzione degli aiuti umanitari sono divenute tragicamente frequenti da quando sono stati istituiti punti di distribuzione alimentare gestiti dalla Gaza Humanitarian Foundation (GHF). Dal 27 maggio, quando la GHF ha avviato le proprie operazioni a Gaza, fino al 7 luglio, l’OHCHR ha registrato 798 uccisioni, “incluse 615 nelle vicinanze dei siti della GHF e 183 presumibilmente lungo le tratte per raggiungere i centri”. L’episodio più recente è avvenuto lunedì 14 luglio, quando le forze israeliane hanno aperto il fuoco sui civili in un sito della GHF nell’area di As Shakoush, nella parte nord-occidentale di Rafah. Secondo l’OHCHR, due Palestinesi sono stati uccisi e almeno nove risultano feriti.
La GHF è stata proposta da Israele come un’alternativa al sistema di distribuzione di aiuto umanitario gestito dalle Nazioni Unite e come una soluzione per evitare che gli aiuti umanitari cadessero nelle mani di Hamas. Tuttavia, la fondazione ha raccolto critiche da molteplici organizzazioni umanitarie per la violazione del principio di imparzialità, un pilastro del Diritto internazionale umanitario.
Per saperne di più:
https://www.bbc.com/news/articles/c4gd01g1gxro
https://news.un.org/en/story/2025/07/1165396
di Sonia Iovine




