Con l’escalation del conflitto nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), la situazione per i civili sta peggiorando. È difficile trovare infrastrutture idriche funzionanti, ripari e servizi sanitari di base, soprattutto nei campi degli sfollati interni. Questa situazione spinge numerose persone a fuggire dal conflitto e a cercare rifugio nei Paesi vicini, come il Burundi.
L'UNHCR riferisce che sono tra le 10.000 e le 15.000 le persone che hanno attraversato il confine negli ultimi giorni. La maggior parte di loro proviene dalla provincia del Sud Kivu, dove si è verificato un recente scontro. Le città dove si dirigono sono soprattutto Gatumba, subito dopo il confine, e la città più grande più vicina, Bujumbura. Un'altra strada percorsa è quella del fiume Rusizi, vicino a Rugombo, ma è più pericolosa perché molti muoiono annegati. Le autorità nazionali stanno collaborando con le squadre sul campo dell'UNHCR per registrare i rifugiati, fornire loro gli aiuti di cui hanno immediatamente bisogno e per ricollocarli in modo efficace nei centri di transito.
La situazione nella RDC è dovuta agli scontri tra il gruppo ribelle M23 e l'esercito nazionale. Il gruppo ha ottenuto il controllo di punti geografici cruciali come Goma, la più grande città della RDC orientale, nel nord del Kivu. La città è un punto geografico cruciale per le risorse, come i minerali di cui il Paese è ricco, e per i trasporti e questo spiegherebbe gli scontri per il suo controllo. Un'altra città che è stata presa di mira è Bukavu, nella regione del Sud Kivu.
L'origine di questo conflitto può essere fatta risalire al genocidio del Ruanda del 1994, durante il quale quasi due milioni di rifugiati hutu fuggirono nella RDC, stabilendosi soprattutto nelle province del Kivu. Tra questi c'erano anche i responsabili i del genocidio, la cui presenza ha portato a un aumento delle tensioni etniche, in particolare con le comunità tutsi di quella regione. L'M23 è emerso nel 2012 come gruppo armato di etnia tutsi e accusa il governo della RDC di non aver rispettato l'accordo di pace del 2009, che mirava, tra le altre cose, a integrare i combattenti tutsi nell'esercito nazionale. Tuttavia, questa è solo una delle ragioni del conflitto, poiché c'è anche l'obiettivo di ottenere il controllo delle risorse minerarie della zona.




