Stampa questa pagina

14 anni di conflitto in Siria: diritti umani sotto attacco

La disputa idrica nel nord-est della Siria sta negando l'accesso all'acqua a oltre 1 milione di person La disputa idrica nel nord-est della Siria sta negando l'accesso all'acqua a oltre 1 milione di person © Salah Darwish/ UNSplash

9 dicembre 2024

Dopo 14 anni di devastante conflitto, la Siria affronta una grave crisi dei diritti umani, con i civili vittime di abusi senza precedenti.

All’indomani della presa di Aleppo e della fine di oltre 50 anni di dittatura, il report di Human Rights Watch sulla garanzia dei diritti umani illumina la drammatica condizione dei civili siriani. Una realtà precaria si manifesta in ambito economico, sociale, politico, di sicurezza e libertà, ulteriormente aggravata dal devastante terremoto che ha colpito il Paese a febbraio 2024. Lo stress umanitario è palpabile in ogni regione e distretto: dalle aree controllate dal governo, dove le proteste di agosto sono state le più vivaci dal 2011, alle zone settentrionali sotto il controllo dell’opposizione, dove 4.1 milioni di persone non hanno le risorse per muoversi né i requisiti per richiedere asilo in Turchia. A questo si aggiungono gravi abusi, tra cui arresti arbitrari, torture e violenze sessuali nelle aree settentrionali occupate dalla Turchia, oltre alle detenzioni illegali di oltre 60.000 individui sospettati di legami con l’ISIS e di famiglie siriane provenienti da altri 60 Paesi.

 Attualmente, si stima che il 90% della popolazione siriana viva sotto la soglia della povertà, con 12 milioni di individui privi di accesso a cibo di qualità e oltre 600.000 cronicamente malnutriti. Inoltre, 15 milioni di civili hanno richiesto aiuti umanitari, che tuttavia faticano ad arrivare. Le severe restrizioni imposte dal governo sull’assistenza umanitaria e il fallimento del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite nel rinnovare il meccanismo di aiuto transfrontaliero a causa del veto russo hanno privato la popolazione dei beni essenziali. La posizione delle donne rimane critica, con discriminazioni in ambito matrimoniale, divorzile e nella custodia dei figli. Anche i disabili affrontano sfide enormi: non solo l'accesso ai servizi essenziali è limitato, ma anche il tasso di scolarizzazione è basso in maniera allarmante, con il 60% dei bambini disabili esclusi dal sistema educativo.

 Dopo 14 anni di guerra, la Siria ha visto un massiccio esodo: oltre 12,3 milioni di persone sono state costrette a lasciare il Paese e 6,7 milioni sono sfollati interni. Questi movimenti hanno generato sentimenti anti-rifugiati in Turchia e Libano. Ankara ospita 3,3 milioni di siriani e nel 2023 ha rimpatriato migliaia verso la Siria settentrionale nonostante l’instabilità persistente. Beirut, con 1,5 milioni di rifugiati, detiene il record mondiale per numero di rifugiati pro capite e ha anch'essa rimpatriato migliaia di civili siriani tra aprile e maggio 2024.

 La comunità internazionale sta cominciando a prendere misure contro i complici di crimini di guerra e crimini contro l’umanità perpetrati negli ultimi 14 anni. Oltre le posizioni in Francia, Germania e Svezia, anche il Canada e i Paesi Bassi hanno avviato procedimenti presso la Corte Internazionale di Giustizia per violazioni della Convenzione contro la Tortura. A livello multilaterale, l’International, Impartial, and Independent Mechanism (IIIM), istituito dall’Assemblea Generale dell’ONU, sta raccogliendo prove per futuri processi legali; nel frattempo, l’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (OPAC) ha confermato l'uso di armi chimiche durante il conflitto.

 

Per saperne di più:

https://www.hrw.org/sites/default/files/media_2024/01/World%20Report%202024%20LOWRES%20WEBSPREADS_0.pdf

 

by Camilla Levis

 

Letto 527 volte