Sudan: escalation di violenze e violazioni del diritto umanitario a El Fasher

Famiglia di fronte alla propria casa in un villaggio del Sudan Famiglia di fronte alla propria casa in un villaggio del Sudan Faruk Tokluoğlu su Pexels

26 ottobre 2025 -

Centinaia di civili sono stati massacrati a El Fasher, mentre la guerra in Sudan infrange ogni norma volta a proteggerli.

Nell’ottobre 2025, il conflitto nella regione del Darfur ha raggiunto un nuovo, terribile capitolo. La città di El Fasher, capitale del Darfur settentrionale, è sotto incessanti attacchi a causa dei violenti scontri tra le Forze Armate Sudanesi (SAF) e le Forze di Supporto Rapido (RSF). Secondo le Nazioni Unite, interi quartieri sono stati rasi al suolo. I civili, molti dei quali già sfollati a seguito di precedenti violenze, si trovano intrappolati sotto assedio, privati di cibo, acqua e cure mediche. Ospedali, comprese strutture di maternità e reparti di emergenza, sono stati colpiti o saccheggiati, mentre depositi umanitari sono stati distrutti. I funzionari ONU avvertono che il bombardamento deliberato di aree abitate e l’ostruzione degli aiuti umanitari costituiscono chiare violazioni del diritto internazionale umanitario.

Le RSF, gruppo paramilitare nato dalle milizie Janjaweed accusate di pulizia etnica nei primi anni 2000, sono state identificate, secondo testimoni e fonti di Al Jazeera, come responsabili dei massacri di massa avvenuti dentro e intorno a El Fasher. Le vittime sono famiglie sfollate e membri di comunità africane non arabe, in particolare donne e bambini, uccisi mentre cercavano rifugio. Le SAF, guidate dal generale Abdel Fattah al-Burhan, hanno risposto con pesanti bombardamenti, trasformando la città in un campo di battaglia. I civili stanno pagando il prezzo più alto di un conflitto che mostra un totale disprezzo per i principi di distinzione e proporzionalità sanciti dal diritto internazionale umanitario.

La comunità internazionale ha reagito con indignazione. Le Nazioni Unite e la Lega Araba hanno condannato i massacri, invitando tutte le parti a cessare immediatamente le ostilità. Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) ha ricordato ai gruppi armati i propri obblighi legali: i civili devono essere risparmiati, i feriti trattati con umanità e il personale medico protetto in ogni circostanza. L’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA) avverte che il Sudan rischia “un totale collasso della protezione” e chiede l’apertura di corridoi umanitari sicuri e l’accertamento delle responsabilità per le violazioni commesse. In Darfur, la protezione dei civili non è solo un dovere morale, ma un obbligo giuridico, che viene sistematicamente ignorato.

 

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di Chiara Zucchi

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