Sudan: l'orrore nascosto degli abusi sessuali sui bambini

Una bambina che tiene in braccio un neonato, Sudan, 2011. Una bambina che tiene in braccio un neonato, Sudan, 2011. Sven Torfinn su flickr

6 marzo 2025

I bambini sudanesi vengono violentati dalle forze armate come arma nel conflitto.

Le Nazioni Unite hanno riferito che la violenza sessuale in Sudan è un'arma nel conflitto in corso. Dall'inizio del conflitto, nel 2024, sono stati documentati almeno 220 casi di violenza sessuale (SA) contro bambini. Di queste, il 66% sono ragazze. Questi numeri sono probabilmente una sottostima, poiché le vittime generalmente scelgono di rimanere in silenzio a causa di fattori quali la vergogna, l'inadeguato sostegno da parte delle autorità e, soprattutto, la paura di ritorsioni da parte degli autori degli attacchi, ovvero le forze armate. Per esempio, molte vittime di sesso maschile non riportano le violenze proprio a causa dello stigma sociale che circonda le vittime maschili nel Sudan. Catherine Russell, Direttore esecutivo dell'UNICEF, ha sottolineato che la comunità internazionale dovrebbe essere allarmata da questi eventi e dovrebbe elaborare una risposta immediata, tanto più considerando che la natura di queste SA costituisce una violazione del diritto internazionale, potenzialmente classificabile come crimine di guerra. Russell  ha inoltre sottolineato che il fatto che 16 delle vittime siano bambini di età inferiore ai cinque anni è particolarmente scioccante. L’uso della violenza sessuale come arma di guerra ha creato un'atmosfera di paura, spingendo le bambine e le donne a fuggire dalle loro case, scelta che le pone ad un rischio maggiore di diventare vittime. 

Secondo il Global Conflict Tracker, a causa del conflitto che infuria nel paese sono state registrate 15.000 vittime e 8,2 milioni di persone sono state sfollate a forza  dalle loro case. Lo sfollamento dei civili ha provocato un grande afflusso di civili nei Paesi vicini, come il Ciad e il Sud Sudan, portando al sovraffollamento dei campi.

In risposta a questa crisi, l'UNICEF ha avviato un programma per fornire alle vittime sopravvissute accesso alle cure e sostegno, istituendo spazi sicuri specificamente progettati per rispondere alle esigenze delle persone colpite dalla violenza di genere. Inoltre, l'agenzia sta attuando programmi di formazione per gli operatori in prima linea che si occupano delle vittime. Catherine Russell ha sottolineato che se ci saranno ulteriori tagli ai finanziamenti per queste campagne, milioni di bambini ne subiranno le conseguenze. L'obiettivo di questi sforzi è anche quello di affrontare le questioni sistemiche che perpetuano e rendono possibile questa violenza in Sudan. Le Nazioni Unite hanno inoltre esortato tutti gli attori del conflitto a rispettare il diritto internazionale e il diritto internazionale umanitario (DIU), sottolineando che la protezione dei bambini e la fornitura di aiuti umanitari devono essere una priorità.

 

Di Giorgia Rossini

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