Il rapporto “The Sudan Crisis: How Over a Year of Violence and Humanitarian Access Restrictions Have Produced Famine Conditions” (La crisi del Sudan: come oltre un anno di violenze e restrizioni all'accesso umanitario hanno prodotto condizioni di carestia), è stato pubblicato nel gennaio 2025 da Insecurity Insight, organizzazione no-profit che analizza l'impatto dei conflitti sulle attività umanitarie.
Il rapporto fa parte di una serie di studi sul legame tra conflitti e fame. Più precisamente monitora e analizza gli “episodi di violenza alimentare legati ai conflitti in Sudan tra il 15 aprile 2023 e il 30 novembre 2024”, compresi i danni alla produzione di cibo causati dall’impiego di armi esplosive (vedi articolo).
Dall’analisi emergono altri fattori che concorrono a determinare uno stato di insicurezza alimentare, come i blocchi alle catene di approvvigionamento e convogli umanitari. Queste continue restrizioni, unite agli scontri militari, hanno portato a condizioni di carestia in tutte le regioni del Sudan dal luglio 2024.
Metodologia
Il rapporto si basa sul set di dati Food Insecurity and Violent Conflict (FIVC)-Sudan, che combina fonti aperte, come il progetto Armed Conflict Location & Event Data (ACLED) e il Security in Numbers Database (SiND) di Insecurity Insight, oltre ai contributi dei partner.
Gli incidenti presi in considerazione sono classificati in base agli oggetti e alle infrastrutture direttamente colpiti e al metodo di attacco. Questa classificazione non include i blocchi e le restrizioni di accesso. Inoltre, esclude le vittime tra le persone che lavorano nel sistema di approvvigionamento alimentare del Paese. Ciò garantisce una raccolta di informazioni efficace dal punto di vista dei costi e limita il rischio per i ricercatori.
Tuttavia, il rapporto presenta degli evidenti limiti, legati alle difficoltà di reperire dati effettivi a causa della comunicazione discontinua nelle zone di conflitto. Di conseguenza, poiché solo parte degli incidenti effettivi può essere presa in considerazione, il rapporto fornisce un quadro parziale dell'impatto della violenza militare sulla sicurezza alimentare in Sudan.
Risultati principali
Il rapporto mostra l'alta incidenza degli attacchi e degli scontri nei mercati sudanesi, con almeno 236 incidenti registrati. Nello Stato di Khartoum, 64 attacchi sono stati effettuati con esplosivi sganciati da aerei o droni, la maggior parte ad opera delle Forze armate sudanesi (SAF); 40 episodi sono riconducibili a bombardamenti di artiglieria, che hanno coinvolto sia le SAF che le Forze di supporto rapido (RSF). D'altra parte, la regione del Darfur è stata la più bersagliata, con mercati saccheggiati, distrutti e usati per i rapimenti.
Nello Stato di Gezira, le RSF sono impegnate in una raccolta illegale di cibo su larga scala dal dicembre 2023, quando il gruppo militare ha preso il controllo della capitale, Wad Medani. Sono stati anche rubati trattori e fertilizzanti dal sistema di irrigazione, gestito dallo Stato, il cui quartier generale si trova nella regione di Gezira. Queste risorse sono cruciali per la regione, poiché vi sono presenti i magazzini che conservano le derrate alimentari. Nelle regioni del Darfur e del Kordofan, la Rsf e altre milizie avrebbero sottratto bestiame in 85 occasioni.
Anche l'impatto sugli operatori umanitari è stato grave, con 62 delle 67 vittime locali. Le restrizioni alle consegne di aiuti e il collasso dei servizi sanitari hanno esacerbato l'insicurezza alimentare. I gruppi più vulnerabili sono le donne incinte e i bambini.
Raccomandazioni
Il rapporto raccomanda urgentemente un intervento internazionale per affrontare la crisi umanitaria in Sudan. In primo luogo, è necessario migliorare l'accesso agli aiuti umanitari . L’obiettivo potrebbe essere raggiunto esercitando pressione su SAF e RSF, affinché rispettino l'obbligo del Diritto Internazionale Umanitario previsto dalla Dichiarazione di Impegno di Gedda per la Protezione dei Civili del Sudan (maggio 2023). Ciò dovrebbe includere la creazione di corridoi di evacuazione umanitaria per i civili nelle aree sotto assedio.
In secondo luogo, il rapporto evidenzia come prioritari gli interventi per garantire nel Paese servizi di telecomunicazione e quelli di accesso a una rete Internet tale per cui siano ininterrotti.
Terzo, è necessario attuare misure più severe per proteggere i mercati, le forniture alimentari e il personale umanitario da attacchi mirati. Infine, ai portatori di obblighi di diritto internazionale umanitario si raccomanda l’adozione di quanto disposto nel documento “Misure pratiche per prevenire e mitigare l'insicurezza alimentare indotta dai conflitti nella formazione e nella pratica delle parti in conflitto in Sudan”.
Senza un'azione immediata,conclude il rapporto, la crisi alimentare in Sudan continuerà ad aggravarsi, esacerbando le sofferenze di milioni di civili.
Per saperne di più:
- Home - Insecurity Insight
- The-Sudan-Crisis-How-Over-a-Year-of-Violence-and-Humanitarian-Access-Restrictions-Have-Produced-Famine-Conditions-January-2025.pdf
- https://aoav.org.uk/2025/global-civilian-casualties-from-explosive-weapons-surge-in-2024-by-67-hitting-record-highs/
- ACLED (Armed Conflict Location and Event Data)
- https://www.state.gov/jeddah-declaration-of-commitment-to-protect-the-civilians-of-sudan/
- https://www.interaction.org/wp-content/uploads/2024/05/Practical-Measures-English.pdf



