2024: l’anno più mortale per i civili

Vittime di un attacco aereo Vittime di un attacco aereo © Abduljabbar Zeyad/Reuters su Flickr

26 gennaio 2025

Il rapporto Global Explosive Violence Monitor dell'AOAV mostra l'aumento delle vittime civili nel 2024, categoria più colpita nei conflitti odierni.

Il rapporto Global Explosive Violence Monitor, realizzato da Action on Armed Violence (AOAV), mostra che i civili sono stati il principale bersaglio della violenza  nel 2024, con 61.353 morti, quasi il doppio del numero di civili uccisi nel 2023. Questo aumento è riscontrabile  anche nel numero totale di vittime, incluso il personale militare con 10.120 incidenti segnalati (+39%). 

Tutti i dati sono stati raccolti da AOAV monitorando oltre 400 fonti mediatiche in lingua inglese. Tuttavia, i numeri  potrebbero essere ancora più alti  a causa delle difficoltà di rilevazione e registrazione  nelle  zone di conflitto. L’aumento di vittime civili è dovuto principalmente alla condotta di Israele, che è stato definito da AOAV o come “il più grande autore di danni ai civili nel 2024”. Gli attacchi a Gaza, in Libano e in Siria hanno causato  un aumento del 139% dei danni ai civili rispetto all'anno precedente quando a Gaza si sono verificati solo 920 incidenti con armi esplosive. La Russia è il secondo Paese maggiormente responsabile di questo aumento, con il 19% delle vittime civili, e il Myanmar è il terzo con il 5%. Tra i Paesi coinvolti negli attuali conflitti c'è anche il Sudan.

Il rapporto spiega che la maggior parte dei danni è causata da attacchi aerei, che sono aumentati del 1.175% rispetto a un decennio fa. Il numero totale di incidenti causati dagli attacchi aerei è aumentato del 260% rispetto al 2014. L '85% delle persone uccise o ferite si trova in aree popolate. L 'AOAV denuncia  i danni causati da queste armi non si fermano al punto d'impatto, ma proseguono quando infrastrutture come scuole, ospedali e case vengono completamente distrutte o rese inutilizzabili. Si tiene conto anche del trauma psicologico, poiché la maggior parte delle vittime sopravvissute all'attacco è afflitta da effetti a lungo termine che si aggiungono al trauma fisico.

ReliefWeb conferma che l'aumento  di questi attacchi esplosivi è legato alla vendita di armi. Infatti, nel 2024 le vendite hanno raggiunto il  livello record negli Stati Uniti di “318,7 miliardi di dollari, con un aumento del 29% rispetto all'anno precedente, secondo il Dipartimento di Stato americano”. Questo aumento è legato al numero dei conflitti, ma anche al fatto che vi è una corsa agli armamenti da parte degli stati della comunità internazionale. ReliefWeb riferisce infatti che l'uso di ordigni esplosivi improvvisati (IED) è diminuito del 27%, il che spiega parte della tendenza. D'altra parte, gli Stati Uniti hanno anche firmato accordi per armare  la Turchia e la Romania, allo scopo di migliorare la sicurezza regionale. Ian Overton, direttore esecutivo di AOAV, ha dichiarato: “La comunità internazionale non può ignorare l'entità dei danni subiti. È necessaria un'azione urgente per far sì che i responsabili rispondano del loro operato e per attuare misure di protezione dei civili".

 

Per saperne di più:

Di Giorgia Rossini

 

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