Il dilagare della violenza in Burkina Faso sta colpendo i più vulnerabili

Un piccolo gruppo di soldati del Burkina Faso pattuglia una strada del distretto di Gorgadji  Un piccolo gruppo di soldati del Burkina Faso pattuglia una strada del distretto di Gorgadji Luc Gnago/Reuters

15 ottobre 2020

Le aree rurali del Paese sono costantemente colpite dalla violenza delle forze armate e delle milizie locali

Rispetto al resto della regione del Sahel, il Burkina Faso è sempre stato considerato un Paese pacifico, tuttavia dal 2018 ha vissuto un’escalation di violenza a causa degli attacchi perpetrati dai vari gruppi jihadisti, come il Group for the Support of Islam and Muslims (GSIM) e l’Islamic State in the Greater Sahara (ISGS). Questi hanno seminato terrore nelle aree rurali del Paese saccheggiando i villaggi e uccidendo i civili. 

In risposta si sono formate delle milizie armate di difesa locale con la missione di proteggere i villaggi dagli attacchi jihadisti, ma questa, purtroppo, non si è rivelata una soluzione efficace poiché le stesse milizie hanno finito per attaccare alcuni villaggi uccidendo anche dei civili. All'inizio di quest'anno, l'8 marzo, la milizia Koglweogo ha ucciso 43 persone nella provincia di Yatenga durante degli scontri con il gruppo jihadista GSIM. Il 9 aprile, invece, il villaggio settentrionale di Djibo è stato teatro del massacro di 31 civili uccisi dalle forze governative del "Groupement des Forces Anti-Terroristes" (GFAT).

Di fronte a questa escalation di violenza diventa chiaro come il governo non sia stato in grado di controllare la situazione, incluse le azioni di alcuni suoi gruppi militari. A questo si aggiunge l'atteggiamento di indifferenza adottato dalle autorità che hanno scelto di ignorare tali massacri. Eppure negli ultimi due anni, migliaia di burkinesi sono stati costretti a fuggire dalle violenze, tanto che secondo il Norwegian Refugee Council (NRC), il Burkina Faso è attualmente al terzo posto tra i Paesi con le più gravi crisi di sfollati. La forte instabilità nelle regioni settentrionale ha inoltre lasciato 1,5 milioni di persone senza un adeguato accesso all'assistenza sanitaria durante la pandemia. 

Per questo la comunità internazionale ha invitato il Presidente Roche Kabore ad affrontare la situazione. Inoltre, gli esperti avvertono che le violenze commesse dalle forze militari non faranno altro che aumentare il malcontento della popolazione civile “spingendola” sempre più verso i gruppi armati jihadisti.

 

Per saperne di più:

https://theowp.org/meanwhile-in-burkina-faso-the-war-against-civilians-in-the-sahel/ 

https://apnews.com/article/0d04a8343bf8429903bf8cd6b9da203b 

 

Autore: Sergio Gomez; Traduzione: Silvia Luminati

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