Ritorna la calma al confine oggetto di contesa tra Cina e India

I Ministri degli Esteri di Cina e India dopo il loro incontro a Mosca I Ministri degli Esteri di Cina e India dopo il loro incontro a Mosca Xinhua

11 settembre 2020

I due paesi hanno raggiunto un accordo con l’obiettivo di allentare la tensione sulla frontiera himalayana

I Ministri degli Esteri di Cina e India dichiarano congiuntamente l’intenzione di ristabilire la calma sul confine in disputa nell’Himalaya occidentale, la cosí chiamata Linea di Controllo Effettivo. L’annuncio è stato fatto dopo un incontro diplomatico di alto livello a Mosca, a margine del vertice dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai. Jaishankar e il suo omologo Wang Yi hanno affermato che l’attuale situazione non è nell’interesse di nessuna delle parti e hanno presentato un accordo basato su cinque punti con l’obiettivo di ridurre la tensione e evitare futuri scontri. Tra le misure accordate, è stato annunciato che “le forze militari di entrambi i paesi schierate sul confine devono continuare a dialogare, arretrare le loro posizioni, mantenere una distanza appropriata e allentare la tensione”. I due ministri non hanno stabilito nessuna tabella di marcia precisa per la ritirata delle decine di migliaia di soldati al confine, però si sono impegnati a rispettare gli accordi vigenti e evitare qualsiasi azione che possa provocare la reazione dell’altra parte.

In giugno la tensione sfoció in scontri che portarono all’uccisione di 20 soldati indiani, mentre il numero delle vittime cinesi rimane incerto. Come conseguenza di ció i due paesi si sono accusati a vicenda e le loro truppe hanno continuato a realizzare movimenti provocatori che hanno alzato il livello della tensione, con i soldati pericolosamente vicini. Più recentemente la situazione è peggiorata quando la Cina ha accusato le truppe indiane di varcare il confine e sparare colpi di avvertimento ai soldati cinesi. L’India a sua volta ha manifestato il suo malcontento per il sequestro di cinque civili indiani da parte dei soldati cinesi in una zona vicina al confine. L’accordo tra le due parti rappresenta un passo significativo che, almeno per il momento, scongiura la possibilitá di un conflitto tra i due paesi. Inoltre, tutto il mondo può tirare un sospiro di sollievo dato che una guerra tra i due paesi più popolosi del mondo, e entrambi in possesso di armamento nucleare, avrebbe rappresentato una seria minaccia alla pace globale.

Le truppe di entrambi i paesi sorvegliano la regione ormai da decenni, visto che la frontiera di 2,200 miglia è stata teatro di continue tensioni, compresa una breve guerra nel 1962. Il problema è che la Linea di Controllo Effettivo è delimitata in modo molto impreciso, e sia la Cina che l’India la interpretano in maniera diversa. Questo ha portato entrambi i paesi a reclamare parte del territorio come proprio e costruire strade, piste d’atterraggio, reti telefoniche e altre infrastrutture. In particolare, la Cina rivendica più di 90,000 km2 della zona a est dell’Himalaya e altri 38,000 ad ovest, mentre l’India la accusa di occupare il territorio di Aksai Chin.

 

Per saperne di più:

https://www.cfr.org/in-brief/china-india-border-dispute-what-know

https://www.reuters.com/article/us-india-china-idUSKBN262039

https://www.washingtonpost.com/world/asia_pacific/three-indian-soldiers-killed-in-rare-clash-on-china-india-border/2020/06/16/13c11c46-afa5-11ea-98b5-279a6479a1e4_story.html

 

Autore: Michele Pitta 

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