Lo Zimbabwe è ancora segnato dalle violenze del passato

Un uomo tra le lapidi delle vittime del massacro Gukurahundi Un uomo tra le lapidi delle vittime del massacro Gukurahundi Reuters

22 aprile 2020

Dopo quarant’anni dalla dichiarazione di indipendenza, rimane ancora molto da fare

Il 18 aprile, lo Zimbabwe ha festeggiato il suo 40° anniversario di indipendenza ottenuta dopo 90 anni di colonizzazione inglese. Nonostante Robert Mugabe abbia vinto le elezioni nel 1980 per la sua politica di riconciliazione dopo anni di guerriglia, ha istituito un regime autoritario durante il quale lo Zimbabwe è stato teatro di un conflitto a bassa intensità caratterizzato però da periodi di escalation di violenza. 

I primi anni di indipendenza furono positivi e segnati dalla tolleranza, pace e crescita economica ma nel 1983 gli scontri si sono intensificati mostrando come lo Zimbabwe fosse ancora lontano dall'essere un Paese pacifico. Dal gennaio 1983, fu condotta una campagna militare contro dissidenti e oppositori del Presidente nel sud-ovest dello Zimbabwe e circa 20.000 civili -per lo più di etnia Ndebele- furono uccisi. La cosiddetta "questione Gukurahundi" è ancora irrisolta visto che i comandanti dell'esercito coinvolti nel massacro rimangono impuniti e occupano posizioni importanti nel governo; inoltre, nonostante la Commissione d'inchiesta di Chihambakwe sia stata istituita nel 1983 proprio per indagare sulle violenze commesse, i suoi rapporti rimangono ancora secretati. Nel 2020, lo Zimbabwe si presenta dunque come una nazione divisa il cui cammino verso la riconciliazione non è ancora terminato. "I massacri del Gukurahundi continuano a incombere sullo Zimbabwe 36 anni dopo" e sono ancora causa di emarginazione per l'etnia Ndebele. Ad ogni modo, il Paese sta anche affrontando difficoltà economiche, corruzione, violazioni dei diritti umani e le proteste da parte di studenti e lavoratori sono nuovamente divampate nel 2016. Nonostante Emmerson Mnangagwa avesse promesso una nuova era per lo Zimbabwe, il Presidente non è stato in grado di rispondere alle richieste dei cittadini e gli abusi da parte delle forze dell’ordine e dell’esercito rimangono ampiamente impuniti. 

Nell'aprile 2019, i resti di due giovani sono stati trovati nel distretto di Tsholotsho e da allora sono proseguite le esumazioni volute dalle autorità per dare sepoltura alle persone uccise negli anni Ottanta. Poiché non vi è stato ancora un riconoscimento pubblico dei massacri avvenuti, "la memoria di Gukurahundi rimane difficile da cancellare".



Per saperne di più, leggi:

https://www.peaceinsight.org/conflicts/zimbabwe/

https://www.aljazeera.com/news/2020/04/40-zimbabwe-scarred-nation-secrets-lockdown-200417170912342.html

https://www.aa.com.tr/en/africa/zimbabwe-celebrates-40th-independence-under-lockdown/1810167

https://www.theindependent.co.zw/2020/04/18/good-afternoon-zimbabwe/

https://www.theguardian.com/world/2015/may/19/mugabe-zimbabwe-gukurahundi-massacre-matabeleland

 

Autore: Silvia Luminati; Editor: Aleksandra Krol

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