Ridurre l’impatto ambientale implementando la Dichiarazione EWIPA

un'esplosione tra i palazzi un'esplosione tra i palazzi © Olga Oginskaya su Pixabay

 L’uso di armi esplosive ha un enorme impatto negativo sull’ambiente, che può essere mitigato dalla corretta implementazione della dichiarazione EWIPA.

Il documento congiunto di indirizzo politico per la Seconda Conferenza EWIPA di Norwegian People’s Aid in collaborazione con PAX, the Conflict and Environment Observatory and Geneva Water Hub si focalizza sull’impatto ambientale delle armi esplosive (intitolato “Mitigating environmental harm by implementing the EWIPA declaration”), evidenziando le conseguenze di quest’ultimo sulla popolazione civile.

In particolare il testo stabilisce delle linee guida rivolte agli stati aderenti alla Dichiarazione politica sulle armi esplosive per ridurre gli effetti diretti e indiretti sugli ecosistemi. Il principio cardine è che la prevenzione è essenziale per ridurre i danni a priori e per evitare costose operazioni di ricostruzione. Uno Stato in crisi, infatti, generalmente è impossibilitato ad affrontare un tale processo in maniera adeguata.

 

Il primo punto considerato è l’inquinamento dell'atmosfera generato dalle armi esplosive. Dalla dispersione nell’aria di sostanze altamente nocive, alla contaminazione di terra e acqua (inclusi terreni coltivabili), gli effetti sono gravi e di ampio spettro. La contaminazione generata dai materiali di scarto derivanti dalle esplosioni rende aria, suolo e acqua nocivi per la salute umana. Il contatto con queste sostanze causa malattie e morti a lungo termine. A peggiorare la situazione, anche la distruzione diretta e materiale delle città e delle aree urbane indebolisce il sistema e lo rende non in grado di rispondere adeguatamente ai bisogni dei cittadini. Questo vuoto genera ancora più morti e malati, aggiungendosi a quelli già esistenti per attacco diretto. 

 

Vengono riportati due esempi concreti per analizzare la questione: Gaza e Ucraina. 

Nel primo caso, l’utilizzo di armi esplosive ha generato 61 milioni di tonnellate di detriti e 300,00 tonnellate di rifiuti solidi, spesso nocivi per i civili e l’ambiente. La distruzione interessa più dell’80% degli edifici, delle infrastrutture e terreni coltivabili, rendendola l’area più colpita dalle armi esplosive dalla Seconda Guerra Mondiale. In Ucraina, invece, si sono accumulate più di 100 milioni di tonnellate di detriti e il 15% delle abitazioni è stato distrutto. La distruzione di infrastrutture essenziali come quelle sanitarie, ma anche di terreni (che diventano incoltivabili), i rifiuti tossici difficili da smaltire (amianto e metalli pesanti), la proliferazione delle tossine nell’aria sono solo alcuni degli effetti negativi che gravano sui civili e l’ambiente. Le conseguenze sopra citate si rivelano pericolose e insidiose per l’enorme difficoltà di contenimento e gestione. Per la loro imprevedibilità e per la conoscenza parziale dell’impatto effettivo, è difficile identificare i danni.

 

Questi effetti sono oggetto di questo documento congiunto che prende in considerazione le clausole 3.1, 3.4 e 4.2 della Dichiarazione EWIPA. Queste clausole sono il perfezionamento della legislazione nazionale sulla protezione dei civili da effetti diretti o indiretti generati da armi esplosive e l’impegno a raccogliere dati per creare un database di conoscenza necessario per il futuro.

 

Il documento concentra la sua analisi sull’importanza di tutelare le risorse idriche, per il loro ruolo essenziale nella sopravvivenza dei civili e dell’ecosistema in cui vivono. Non avere accesso all’acqua riduce l’igiene e favorisce la diffusione di malattie, oltre alla disidratazione e alla mancanza di risorse idriche per l’agricoltura. Per questo la prevenzione, sia a livello interstatale sia interstatale, è essenziale. Creare una rete di Stati cooperanti significa garantire un sistema di sicurezza e un sostegno reciproco. 

 

Il documento in esame stipula delle raccomandazioni per implementare la Dichiarazione EWIPA in maniera da mitigare gli effetti sul clima:

  • quando si valutano gli effetti delle armi esplosive, gli Stati devono tenere in considerazione l’impatto ambientale, l’inquinamento e la degradazione e modulare le proprie operazioni militari su di esso. In più, devono studiare il fenomeno raccogliendo dati, essenziali per affrontare meglio il problema con le leggi adatte.
  • la Risoluzione 6.12 dell’Assemblea delle Nazioni Unite per l’Ambiente rappresenta una efficace guida da seguire perché fornisce le metriche essenziali di valutazione dell'impatto ambientale.
  • Gli stati che hanno adottato la Dichiarazione politica sulle armi esplosive devono armonizzare quest’ultima con tutte le altre leggi e iniziative in tema di protezione ambientale.

 

 

Per saperne di più:

  • https://paxforpeace.nl/wp-content/uploads/sites/2/2025/11/mitigating_environmental_harm25.pdf




di Alexia Banica

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