Le crisi umanitarie non colpiscono tutte le persone allo stesso modo. Nella provincia di Cabo Delgado, nel nord del Mozambico, dove il conflitto ha costretto oltre 1,3 milioni di persone a fuggire, la violenza e l’instabilità hanno effetti diversi sui vari gruppi della popolazione. L’Analisi Rapida di Genere (RGA) condotta da Plan International mostra infatti che donne, uomini, ragazzi e ragazze affrontano la crisi con bisogni specifici. Comprendere queste dinamiche è fondamentale per garantire interventi equi ed efficaci, capaci di non lasciare indietro nessuno.
In quest’ottica, lo studio a cura di Nina Yengo (Plan International) e Aurore Souris (UN Women) fornisce raccomandazioni operative per orientare la pianificazione umanitaria e assicurare che gli aiuti raggiungano chi si trova in condizioni di maggiore vulnerabilità.
Metodologia
L’RGA è stata condotta dal 6 al 7 agosto 2025 nelle comunità di Ntchinga (centro di Matamabalale, distretto di Muidumbe) e Maningane (distretto di Chiúre), nel sud di Cabo Delgado. La ricerca utilizza approcci quantitativi e qualitativi, fra cui discussioni di gruppo, questionari e interviste, coinvolgendo uomini, donne, adolescenti e persone con disabilità.
Lo studio adotta una prospettiva di genere e protezione per analizzare in che modo il conflitto influenzi i ruoli sociali, l’accesso alle risorse e la sicurezza delle persone. Questo approccio considera le norme di genere, le relazioni di potere e i diversi livelli di esposizione ai rischi, aiutando gli operatori umanitari a progettare interventi che riducano le disuguaglianze e rafforzino i meccanismi di protezione. L’analisi si concentra su sei ambiti interconnessi - ruoli e responsabilità di genere, capacità e strategie di risposta, accesso alle risorse, partecipazione, protezione e bisogni prioritari - offrendo una visione d’insieme di come le comunità vivono e reagiscono alla crisi.
Contesto di Cabo Delgado
Dal 2017, Cabo Delgado è teatro di un’insurrezione armata guidata da gruppi non statali, comunemente identificati come Al-Shabaab. La violenza ha causato sfollamenti di massa, perdite di vite umane e la distruzione di abitazioni e infrastrutture essenziali.
Le radici del conflitto affondano in dinamiche di esclusione sociale ed economica, aggravate dalla scoperta di grandi riserve di gas naturale e dall’arrivo di compagnie straniere, portando a intensificare tensioni legate alla perdita di terre e alla distribuzione iniqua dei benefici. Oggi la crisi assume una dimensione multidimensionale, in cui violenza, povertà e disastri climatici si intrecciano, minacciando la sicurezza e la coesione delle comunità civili.
Risultati principali
L’analisi mostra chiaramente come la crisi abbia trasformato ruoli e vulnerabilità, colpendo in modo diverso uomini e donne. Le disuguaglianze di genere già esistenti si sono accentuate, con conseguenze dirette sulla sicurezza, sull’accesso alle risorse e sulla capacità delle famiglie di affrontare lo sfollamento e la perdita dei mezzi di sostentamento.
Donne e ragazze risultano particolarmente esposte a violenza di genere, esclusione economica e sfruttamento, soprattutto nelle aree di insediamento dove mancano reti di sostegno e organizzazioni femminili. La gestione domestica e la cura dei familiari, insieme alla scarsità di cibo e acqua, gravano in modo sproporzionato sulle donne, limitandone la mobilità e le opportunità di reddito.
Gli uomini affrontano la perdita dei lavori tradizionali e una crescente pressione sociale nel ruolo di capofamiglia, mentre l’insicurezza ne limita gli spostamenti. La riduzione dell’accesso alle risorse e l’aumento della precarietà incidono su tensioni familiari e comunitarie.
Nel complesso, emerge che insicurezza alimentare, carenze sanitarie, violenza di genere ed esclusione dalla partecipazione decisionale sono i principali fattori che amplificano la vulnerabilità dei civili, in particolare di donne, ragazze e persone con disabilità. I bisogni più urgenti riguardano cibo, acqua, protezione, assistenza sanitaria e materiali di base per garantire condizioni di vita dignitose e sicure.
La necessità di una risposta umanitaria mirata e inclusiva
Da questa analisi nella provincia di Cabo Delgado si evince che l’efficacia dell’assistenza umanitaria dipende dalla capacità di riconoscere e affrontare le disparità nell’accesso alle risorse, alla protezione e ai processi decisionali. Le crisi tendono infatti a esacerbare le disuguaglianze di genere; senza una comprensione chiara di come ruoli sociali e relazioni di potere influenzino le esperienze delle comunità, gli interventi rischiano di rafforzare tali squilibri. Adottare una prospettiva di genere pertanto non è solo un elemento accessorio, ma una condizione fondamentale per pianificare interventi più mirati ed equi, assistendo chi si trova in situazioni di maggiore vulnerabilità.
L’Analisi di Plan International offre le basi e le evidenze su cui si fonda questo approccio. Pur essendo stata condotta nei distretti di Chiúre e Muidumbe, fornisce raccomandazioni che possono essere adottate per l’intera provincia. In una prospettiva di triple nexus - dove aiuti umanitari, di sviluppo e di pace si integrano complementariamente - lo studio mostra che promuovere la parità di genere non è solo una misura di protezione, ma anche una strategia per rafforzare la coesione sociale e la stabilità delle comunità nel lungo periodo.
Di conseguenza, la programmazione umanitaria a Cabo Delgado deve tener conto di come la crisi colpisca in modo diverso uomini e donne in ogni settore: dall’accesso ai mezzi di sussistenza e ai servizi sanitari, alla sicurezza, all’educazione. Gli interventi dovrebbero rispondere ai bisogni specifici di ciascuno, rafforzare i sistemi di protezione e favorire la partecipazione delle donne ai processi decisionali a tutti i livelli.
Imperativo allora continuare a investire nell’analisi di genere, condividere e aggiornare regolarmente i risultati e adattare i programmi ai bisogni emergenti. Queste azioni permetteranno di mantenere interventi flessibili, basati sull’ascolto dal basso e capaci di tutelare la dignità, il benessere e la resilienza di tutte le persone colpite dalla crisi.
