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I problemi mentali post-conflitto della popolazione sud-sudanese rimangono irrisolti

Un gruppo armato della tribù Dinka a Rumbek, Sud Sudan. Un gruppo armato della tribù Dinka a Rumbek, Sud Sudan. Randy Fath via Unsplash

Tambura (Sud Sudan)- Le missioni di MSF stanno approfondendo e ampliando il loro focus sulla salute mentale fornendo prima assistenza. 

Medici Senza Frontiere (MSF) ha lanciato un intervento di emergenza a Tambura nel dicembre 2021. 80.000 persone erano state sfollate e una parte significativa della comunità era stata brutalmente uccisa. Il saccheggio e la distruzione dell'unico ospedale hanno portato ad una quasi completa incapacità di accesso, da parte della popolazione, alle cure mediche.

Stress, tristezza e dolore sono alcuni dei sintomi più comuni sperimentati dalle persone che vivono nei campi profughi di Tambura in Sud Sudan. Ariadna Alexandra Pérez Gudiño, capo delle attività di salute mentale di MSF, ha lavorato con un team di quattro consulenti per fornire servizi completi per affrontare il problema della salute mentale della comunità. Ciò ha incluso sessioni di individuali di consulenza, percorsi guidati, di riferimento per coloro che necessitano di trattamenti o farmaci aggiuntivi e sessioni di gruppo per la salute psicosociale.

Mark Moses Tagiapaite ha provato in prima persona l’esperienza di sfollato a causa del conflitto per due volte: da bambino, durante la guerra per l'indipendenza, e ora, di nuovo, a causa della violenza intercomunale a Tambura: “il pericolo era ovunque, nessun posto era sicuro e persone innocenti sono morte senza motivo”. Mark sta lavorando come promotore della salute di MSF per sostenere gli altri sul campo. Sta condividendo informazioni sui servizi sanitari disponibili e sulle misure preventive. 

Contemporaneamente, sessioni di gruppo psicosociali stanno lavorato nei campi con una vasta gamma di attività: produzione artistica ed artigianale, canto, danza...MSF ha condotto più di 11.500 consultazioni individuali e di gruppo riguardanti la salute mentale in sette progetti in diverse parti del paese, ma la strada è ancora lunga.

 

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di Viola Rubeca

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