Sfollati in Repubblica Centrafricana: livelli mai registrati sin dal 2013

Rifugiati della Repubblica Centrafricana appena arrivati ​​in Ciad Rifugiati della Repubblica Centrafricana appena arrivati ​​in Ciad © UNHCR

8 febbraio 2018
Violenza in aumento e operazioni di mantenimento della pace in stallo: milioni di persone in fuga, molte altre soffrono di insicurezza alimentare.

La Repubblica Centrafricana (RCA) è intrappolata nella violenza dal 2012, quando varie fazioni armate hanno iniziato una battaglia per il controllo del paese, che ha nel tempo assunto connotati etnici e settari.

Dall’inizio dei combattimenti si contano più di 600.000 sfollati interni ed oltre 500.000 persone in cerca di rifugio nei paesi limitrofi. Nelle prime settimane del 2018, l’intensificarsi della violenza nel nord-ovest del paese ha costretto oltre 17.000 persone a fuggire in Ciad. Questo numero supera di oltre dieci volte il totale di rifugiati registrato in tutto il 2017.

Il 30 gennaio 2018 l’ONU ha approvato all'unanimità una risoluzione a guida francese che rinnova le sanzioni in vigore, tra cui un embargo sulle armi e divieti di viaggio. Molti gruppi ribelli sono finanziati attraverso le tasse illegali che impongono principalmente sui produttori di caffè, che è una delle principali esportazioni della RCA, nonché fonte di valuta internazionale. I principali acquirenti sono la Francia e il Belgio.

La missione di mantenimento della pace dell’ONU ha attualmente oltre 10.000 militari e 2.000 poliziotti impegnati in RCA, ma fatica a stabilire la sicurezza nel paese. Tra il 2013 e il 2016 la Francia ha schierato 2.000 soldati per fermare la violenza, con il settimo intervento militare nella RCA dalla cessione del dominio coloniale nel 1960.

In questo quadro, il 5 febbraio Armel Sayo, presidente del gruppo armato Rivoluzione e Giustizia, ha lanciato un appello a tutte le fazioni ribelli, per deporre le armi e impegnarsi nel programma nazionale a guida dell'ONU Disarmo, Smobilitazione e Reintegrazione. Sayo, inoltre, riconosce formalmente che "le forze nazionali di difesa e sicurezza, nonché la Missione multidimensionale di stabilizzazione integrata (MINUSCA), sono le uniche autorità idonee per la protezione e la sicurezza dei civili nella Repubblica Centrafricana". La dichiarazione è stata accolta con ottimismo da Vladimir Monteiro, portavoce MINUSCA, che spera che altre fazioni armate seguano l'esempio.

L'UNHCR avverte che se i rifugiati non potranno tornare alle loro case nei prossimi mesi, “ciò influenzerà in modo drammatico la stagione della semina e potrebbe creare penuria alimentare più avanti nel corso dell'anno, colpendo "circa 2,5 milioni di persone".

 

Per maggiori informazioni, leggere:

http://www.unhcr.org/news/latest/2018/1/5a673ece4/unprecedented-numbers-flee-car-violence-surges.html

https://www.hrw.org/world-report/2018/country-chapters/central-african-republic
http://allafrica.com/stories/201802060722.html
http://allafrica.com/stories/201802050802.html
http://allafrica.com/stories/201801310164.html
https://www.un.org/press/en/2018/sc13188.doc.htm

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