Negli ultimi giorni Israele ha intensificato gli attacchi contro il Libano dopo il lancio di missili da parte di Hezbollah avvenuto il 2 marzo, nel contesto della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. L’offensiva si è estesa con un’invasione terrestre nel sud del paese e ordini di evacuazione per centinaia di migliaia di civili. Secondo il ministero della salute del Libano durante gli attacchi sarebbero morti 2,080 civili, mentre le autorità israeliane segnalano il decesso di 2 cittadini e 13 soldati. Le tensioni attuali affondano le proprie radici anche nel fallito accordo del 2024: nell’occasione, infatti, Hezbollah rifiutò la richiesta di disarmo, indicando i propri armamenti come necessari alla sicurezza nazionale, dando il via ad una serie di attacchi israeliani contro infrastrutture e combattenti del gruppo.
Nel pieno di questa nuova escalation regionale, Israele e Libano in questi giorni stanno dando il via ad una serie colloqui a Washington sotto la mediazione degli Stati Uniti. La scelta di iniziare i negoziati, in un primo momento invocati dal libano ma rifiutati da Israele, è stata annunciata da Netanyahu il 9 aprile, in seguito all'accordo tra Iran e Stati Uniti avvenuto due giorni prima. Fin dall’inizio, però, le posizioni dei due paesi restano distanti: il Libano insiste su un cessate il fuoco immediato come condizione per qualsiasi progresso, mentre Israele esclude una tregua immediata e punta invece al disarmo di Hezbollah. I colloqui, affidati agli ambasciatori dei due Paesi negli Stati Uniti, si configurano quindi più come un primo contatto che come un negoziato già strutturato. La pressione americana resta centrale nel portare entrambe le parti al tavolo, soprattutto dopo segnali di de-escalation sul fronte USA-Iran.
Questo tentativo di dialogo si inserisce in una dinamica storicamente ostile. Israele e Libano non hanno relazioni diplomatiche e sono formalmente in stato di guerra dal 1948, anche se negli ultimi anni non sono mancati contatti indiretti, come l’accordo sui confini marittimi del 2022 e i colloqui del 2025. A complicare ulteriormente il quadro è la situazione interna libanese: sebbene infatti l’opposizione al ruolo armato di Hezbollah sia crescente, il gruppo mantiene un forte peso politico e militare. In questo equilibrio fragile i colloqui rappresentano un passaggio delicato, da considerarsi attualmente in una fase esplorativa piuttosto che realmente risolutiva.




