I raid aerei di Stati Uniti e Israele hanno preso di mira siti militari iraniani e esponenti di vertice della leadership iraniana, mentre l’Iran ha risposto con attacchi di droni e missili, causando esplosioni in Israele e in diversi paesi del Golfo. António Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite, ha chiesto la cessazione immediata delle ostilità e ha avvertito che, senza una de-escalation, si rischia un conflitto più ampio con gravi conseguenze per i civili e la stabilità regionale.
La comunità internazionale ha reagito in modo fermo e chiaro. Il Commissario ONU per i Diritti Umani Volker Türk ha sottolineato che bombe e missili non risolvono le divergenze e che i civili “pagano inevitabilmente il prezzo più alto”, mentre il Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus ha invitato i leader a “scegliere il difficile percorso del dialogo piuttosto che la via insensata della distruzione”. La Presidente dell’Assemblea Generale ONU Annalena Baerbock ha ricordato che la Carta delle Nazioni Unite obbliga tutti gli Stati membri a risolvere le controversie pacificamente, senza mettere in pericolo la pace, la sicurezza o la giustizia internazionale.
Human Rights Watch ha espresso serie preoccupazioni per possibili violazioni del diritto internazionale umanitario da parte di tutte le forze coinvolte nel conflitto. L’organizzazione ha sottolineato alcune recenti scelte della politica statunitense sotto l’amministrazione Trump, tra cui il licenziamento di giuristi di vertice delle forze armate, la riduzione dei controlli legali sugli interventi militari e l’assenza di misure per limitare i danni ai civili nella 2026 US National Defense Strategy. Inoltre, gli Stati Uniti hanno rimosso le restrizioni sull’uso delle mine antipersona e acquistato munizioni a grappolo da Israele, armi particolarmente pericolose per la popolazione civile. Queste decisioni hanno allentato i vincoli sulle operazioni militari, aumentando così il rischio per i civili.
Anche le azioni militari israeliane a Gaza, Libano, Yemen e Iran hanno mostrato ripetute violazioni del diritto internazionale umanitario. Tra queste si segnalano attacchi indiscriminati, azioni contro infrastrutture civili e l’assalto al carcere di Evin in Iran nel giugno 2025.
Le autorità iraniane, dal canto loro, non hanno garantito adeguata protezione ai civili durante le ostilità con Hamas, effettuando attacchi missilistici indiscriminati, interrompendo l’accesso a Internet e detenendo arbitrariamente migliaia di persone durante le proteste interne di inizio 2026, esponendo i detenuti a rischio di tortura ed esecuzioni extragiudiziali.
Human Rights Watch ha sottolineato che tutte le parti devono dare priorità alla protezione dei civili e rispettare pienamente il diritto internazionale umanitario e i diritti umani, evidenziando come il rispetto di questi obblighi sia fondamentale per prevenire ulteriori sofferenze e tutelare la popolazione civile dalle devastanti conseguenze dei conflitti armati.




