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I tribunali mobili riportano prospettive di giustizia nel Sudan del Sud

Flag of South Sudan Flag of South Sudan Aboodi Vesakaran on Unsplash

01 Marzo 2026 -

I tribunali mobili dell’ONU portano giustizia nelle aree più problematiche del paese, affrontando casi arretrati ed episodi di violenza di genere a lungo ignorati.

In Sud Sudan, anni di conflitti, istituzioni fragili ed infrastrutture carenti hanno compromesso gravemente il Sistema di accesso alla giustizia, soprattutto nelle aree rurali. In molte contee non risultano tribunal funzionanti e centinaia di persone attendono anni prima di comparire davanti ad un giudice. Le Nazioni Unite, attraverso il supporto di missioni di peacekeeping e con il sostegno dell’UNDP, hanno promosso l’istituzione di mobile courts, tribunali itineranti incaricati di raggiungere le comunità più isolate. Squadre di esperti di giustizia si trovano a percorrere oltre 200 km per allestire sessioni giudiziarie temporanee in aree del sud del paese dove sono assenti istituzioni ufficiali. L’obiettivo è quello di ridurre gli episodi di detenzione senza processo, ridurre il sofravollamento delle carceri ed affrontare casi rimasti bloccati per anni.

Una delle questioni più urgenti emerse riguarda l’impatto dei casi di violenza sessuale di genere (GBV).  Durante le valutazioni preliminari, le autorità locali hanno documentato 35 casi pendenti, tra cui 9 omicidi e quindici casi di violenze, oltre ad altri reati gravi. I Leader dell’area descrivono la GBV come un problema I tribunali mobili riportano prospettive di giustizia nel Sudan del Sud in continua crescita, evidenziando come manchi una specifica unità che si occupi di queste questioni presso le stazioni di polizia. I casi di GBV sono spesso trattati come crimini ordinari, e la mancanza di personale formato porta a situazioni di impunità e impossibilità a procedure. In questo clima, molte delle persone sopravvissute temono ritorsioni o danni alla propria reputazione, e sono quasi totalmente assenti strumenti per garantire la rappresentanza legale.

I risultati raggiunti dalle mobile court mostrano dei progressi tangibili. Presso la prigione nazionale di Juba, la capitale del paese, una corte mobile specifica per il contrasto alla GBV ha concluso 60 casi in 40 giorni, disponendo il rilascio su cauzione di 62 detenuti che attendevano da anni la possibilità di comparire davanti ad un giudice. Sopravvissuti ed imputati hanno potuto così beneficiare di un procedimento formale, ottenendo risposte legali in un contesto dove l’assenza di tribunali alimenta ogni giorno frustrazione ed impunità.  Pur restando una soluzione che non sostituisce la necessità di rafforzare stabilmente il sistema giudiziario del Sudan del Sud, i tribunali itineranti stanno dimostrando come sia possibile avvicinare concretamente la giustizia a chi ne è stato a lungo escluso.

 

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di Michele Cannas

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