Allarme PAM: scorte alimentari in esaurimento in Sudan

Persone sedute su pietre durante il giorno Persone sedute su pietre durante il giorno Mohamed Tohami su Unsplash

15 gennaio 2026 -

Sempre più vicino ad esaurire le scorte alimentari per il Sudan, il Programma Alimentare Mondiale lancia l’appello per nuovi finanziamenti.

Il 15 gennaio il Programma Alimentare Mondiale (PAM) ha lanciato un appello da 700 milioni di dollari per finanziare le proprie operazioni in Sudan, avvertendo che l’organizzazione rischia di esaurire le scorte alimentari entro la fine di marzo. Ross Smith, Direttore del PAM per la Preparazione e la Risposta alle Emergenze, ha dichiarato che l’agenzia è già stata costretta a ridurre le razioni al minimo indispensabile per la sopravvivenza.

 

Dallo scoppio dei combattimenti nell’aprile 2023 tra le Forze Armate Sudanesi (SAF) e le Forze di Supporto Rapido (RSF), il conflitto è stato segnato da violenze prolungate, stallo politico e collasso dei servizi essenziali. In un contesto di negoziati paralizzati, la situazione è stata definita la più grave crisi di fame e di sfollamento al mondo. I 700 milioni di dollari richiesti rappresenterebbero un sostegno vitale, consentendo all’organizzazione di mantenere operative le proprie attività fino a giugno.

 

Oltre 21 milioni di persone si trovano in condizioni di grave insicurezza alimentare, e i combattimenti ostacolano l’accesso umanitario ad ampie aree del paese. La violenza ha sfollato almeno 12 milioni di persone, costrette a fuggire in cerca di sicurezza, cibo e riparo. Gli sfollamenti hanno disgregato le comunità, indebolito i meccanismi di resilienza e aumentato l’esposizione dei civili, in particolare donne e bambini, a sfruttamento, abusi e malattie. Si stima che 3,7 milioni tra bambini, donne in gravidanza e in allattamento, soffrano di malnutrizione, con alti livelli di malnutrizione acuta segnalata in alcune zone del Darfur Settentrionale.

 

Nonostante le difficoltà, gli attori umanitari hanno cercato di attenuare gli effetti più devastanti della crisi. Dal 2023 il PAM è riuscito a fornire cibo, assistenza in denaro e supporto nutrizionale a oltre 10 milioni di persone. Gli aiuti sono stati progressivamente estesi anche ad aree precedentemente isolate dai combattimenti, come le regioni del Darfur e del Kordofan, nonché gli stati di Khartoum e Al Jazira. Nelle zone colpite dalla carestia, un’assistenza continuativa ha contribuito a stabilizzare la situazione in diverse località, dimostrando che la fame su larga scala può essere contrastata. Solo negli ultimi sei mesi, il PAM ha fornito aiuti salvavita a quasi 1,8 milioni di persone in tutto il Paese.

 

Questi risultati, tuttavia, restano estremamente fragili. La grave carenza di fondi sta costringendo le agenzie umanitarie a ridurre le razioni alimentari a livelli appena sufficienti alla sopravvivenza. L’indebolimento dell’assistenza umanitaria ha anche implicazioni più ampie sul piano della sicurezza: la fame alimenta nuovi sfollamenti, erode la coesione sociale e acuisce le tensioni tra le comunità che competono per risorse sempre più scarse.

 

Sul fronte politico, i tentativi di porre fine alle violenze si sono finora rivelati infruttuosi. Il 14 gennaio i rappresentanti dei Paesi del cosiddetto “Quad” - Stati Uniti, Egitto, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti - si sono riuniti al Cairo insieme a delegati delle Nazioni Unite e dell’Unione europea, senza però ottenere risultati significativi. Il protrarsi dei combattimenti, le accuse di crimini di guerra e le rivalità regionali continuano a ostacolare qualsiasi concreto percorso verso la pace.

 

di Francesco Ghibaudo

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