Gli attacchi della Russia causano morti e interruzioni dei servizi in Ucraina

Un edificio distrutto in Ucraina Un edificio distrutto in Ucraina Jade Koroliuk su Unsplash

9 Gennaio 2026 -

La Russia ha ammesso di aver lanciato il suo missile ipersonico Oreshnik contro l'Ucraina, provocando l'interruzione dei servizi di base, oltre a morti e feriti tra i civili.

Il 9 gennaio 2026, la Russia ha dichiarato di aver sparato il missile Oreshnik prendendo di mira specificamente una fabbrica di droni e infrastrutture energetiche. Per giustificare l'azione, l'esercito russo ha affermato che l'attacco è avvenuto in risposta a un presunto tentativo di attacco con droni contro una delle residenze del presidente Vladimir Putin il mese scorso da parte dell'Ucraina. Tuttavia, Kiev ha fermamente negato che tale tentativo sia mai avvenuto, dichiarando inoltre che le accuse della Russia mirano a indebolire ulteriormente i colloqui di pace.

Sfortunatamente, decine di civili sono rimasti uccisi o feriti nella città portuale di Odessa, dove le forniture di acqua ed energia elettrica sono state interrotte. Oltre ai servizi di base, hanno subito interruzioni anche le comunicazioni mobili e i trasporti pubblici elettrici. L'evento ha spinto il sindaco di Dnipro a dichiarare lo stato di emergenza dopo quello che il portavoce delle Nazioni Unite, Stéphane Dujarric, ha definito come "il più grande attacco combinato dall'inizio del conflitto nel 2022".

Inoltre, il coordinatore umanitario dell'ONU per l'Ucraina Matthias Schmale, ha sottolineato come tra i civili vi siano anziani, persone con problemi di salute e famiglie con bambini che sono vittime di sofferenze ancora maggiori.

Nel frattempo, organizzazioni come la FAO e l'UNICEF, insieme ad oltre 20 agenzie delle Nazioni Unite, stanno contribuendo al miglioramento delle condizioni dei civili fornendo, tra le altre cose, supporto psicologico, accesso all'istruzione, salute materna e infantile, forniture per l'inverno, coperte calde e un piano di risposta all'emergenza e ripresa rapida appena pubblicato.

 

 

di Ylenia Bobbo

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