La situazione già drammatica del sistema sanitario di Gaza, con quasi tutti gli ospedali e le strutture sanitarie gravemente danneggiati e solo parzialmente operativi, è ulteriormente aggravata dall’odierna carenza di medicinali. Secondo il Ministero della Salute di Gaza, la mancanza di farmaci essenziali ha raggiunto il 52 per cento e la carenza di materiali medico sanitari il 71 per cento, mentre le forniture per analisi di laboratorio e le riserve dei centri trasfusionali sono diminuite del 59%.
Le conseguenze più gravi si registrano nei servizi di emergenza e di terapia intensiva. Si stima che circa 200.000 persone siano attualmente prive di accesso alle cure d’emergenza, 100.000 pazienti non possano ricevere interventi chirurgici e circa 700 pazienti siano esclusi dalle cure intensive.
L’impatto è particolarmente devastante per le fasce più vulnerabili della popolazione. Circa 1.500 bambini sono in attesa della riapertura dei valichi di frontiera per poter essere trasferiti all’estero e ricevere cure mediche. Zaher Al Waheidi, responsabile dell’Unità di Informazione del Ministero della Salute di Gaza, ha dichiarato che 1.200 pazienti, tra cui 155 bambini, sono morti dopo non essere riusciti a lasciare la Striscia per accedere a cure adeguate.
Alla luce della situazione critica, il Ministero della Salute di Gaza ha lanciato un appello urgente a tutte le parti coinvolte affinché assumano pienamente le proprie responsabilità e mettano in atto interventi di emergenza. Il Ministero accusa Israele di violare l’accordo con Hamas, non consentendo l’ingresso del numero concordato di camion di aiuti medici, contribuendo così ad aggravare ulteriormente l’emergenza sanitaria in corso.
Nel frattempo, il cessate il fuoco risulta solo parzialmente rispettato anche sul fronte del rilascio dei prigionieri. Sebbene circa 1.700 persone siano state liberate nel mese di ottobre, oltre 10.000 palestinesi, tra cui donne e bambini, restano detenuti nelle carceri israeliane, dove organizzazioni per i diritti umani denunciano abusi sistematici, fame e gravi carenze nell’assistenza medica.
Le restrizioni in corso unite alla distruzione delle infrastrutture sanitarie, hanno prodotto un bilancio umanitario devastante. Dall’ottobre 2023, oltre 70.000 palestinesi, in larga parte donne e bambini, sono stati uccisi e più di 171.000 sono rimasti feriti nella guerra di Israele contro Gaza. Il sistema sanitario della Striscia si trova ormai sull’orlo del collasso, mentre milioni di civili affrontano una crisi umanitaria senza precedenti, che richiede una pressione internazionale costante affinché Israele dia piena attuazione agli impegni assunti.




