Il 2 Dicembre 2025, l'inviato speciale del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Steve Witkoff, ha incontrato il Presidente Putin per raggiungere un accordo finalizzato a porre fine alla guerra russa in Ucraina. Tuttavia, i colloqui sono stati <<”molto utili, costruttivi e altamente sostanziali", ma "non è stata trovata alcuna opzione di compromesso">>, ha dichiarato il Consigliere di Politica Estera Russo e assistente di Putin, Yuri Ushakov.
Di fatto, la Russia sembra non essere disposta ad accettare alcun accordo a meno che non segua strettamente le sue condizioni, come la rinuncia formale da parte dell’Ucraina alle sue aspirazioni di entrare nella NATO e la cessione del territorio nel Donbas. Queste sono tra le richieste più insidiose, che, prima o poi, porteranno ad ulteriori incontri.
Tuttavia, sembra che né il piano iniziale né il successivo incontro con il Presidente Putin abbiano soddisfatto nessuna delle due parti coinvolte.
Di fatti, dal punto di vista Ucraino, una delle disposizioni considerate più controverse è quella che si riferisce alla "piena amnistia per le azioni compiute durante la guerra", che impedirebbe allo Stato ucraino di ricevere adeguatamente giustizia, in quanto tale clausola <<potrebbe compromettere il futuro democratico e indipendente dell'Ucraina e qualsiasi possibilità di responsabilità per i crimini commessi sul suo territorio>>, ha affermato l’Assistente Ricercatrice presso la Divisione Europa e Asia Centrale di Human Rights Watch Kseniya Kvitka.
Pertanto, al momento la situazione rimarrà stagnante. Comunque si evolveranno le cose, appare chiaro che la proposta degli Stati Uniti non abbia ancora convinto nessuna delle due parti.
di Ylenia Bobbo




