Nonostante gli insediamenti israeliani in Cisgiordania e Gerusalemme Est siano considerati illegali secondo il diritto internazionale e la Corte Internazionale di Giustizia abbia ribadito che la presenza di Israele nei territori occupati è illecita e deve cessare, le forze israeliane continuano a condurre raid in tutta la Cisgiordania.
Le ultime vittime sono due adolescenti. Muhannad al-Zughair, 17 anni, è stato ucciso dopo un presunto attacco con veicolo che avrebbe ferito due soldati israeliani. Tuttavia, secondo Nour Odeh di Al Jazeera, non è chiaro se l’attacco sia realmente avvenuto, poiché non è stata aperta alcuna indagine.
La seconda vittima, Muhammad Asmar, 18 anni, è stato ucciso nei dintorni del villaggio di Umm Safa, in quello che l’esercito israeliano ha definito un tentativo di accoltellamento ai danni dei suoi soldati vicino a un insediamento, nel quale due israeliani sono rimasti lievemente feriti secondo Magen David Adom.
Hamas ha descritto l’attacco come una “operazione eroica”, definendolo una risposta ai crimini dell’occupazione e un messaggio chiaro del fatto che la volontà del popolo palestinese non può essere spezzata.
Intanto, anche a Gaza, la popolazione civile paga un prezzo altissimo. Un drone israeliano ha ucciso il fotoreporter Mahmoud Wadi e ferito il collega Muhammad Abdel Fattah Aslih. Dall’ottobre 2023, più di 260 giornalisti sono stati uccisi nel conflitto, rendendolo il più letale di sempre per gli operatori dei media.
A completare il quadro, il sistema sanitario di Gaza è al collasso. Meno della metà degli ospedali e poco più di un terzo delle cliniche funzionano a capacità minima. L’ONU ha definito la situazione “catastrofica”, con carenze critiche di medicinali e attrezzature. Secondo i dati delle ONG, circa 1.000 operatori sanitari sono stati uccisi dall’inizio della guerra e almeno 25 membri del personale medico di Gaza sono detenuti nelle prigioni israeliane senza accuse.
Nel frattempo, i civili continuano a pagare il prezzo più alto, esposti a violenze incessanti e a strutture sanitarie parzialmente funzionanti, intrappolati in una crisi umanitaria senza precedenti.




