Nel corso del 2025 le tensioni tra Pakistan e Afghanistan sono aumentate. Il mese di ottobre 2025 ha registrato gli attacchi più letali dal 2021 ad oggi. L’insediamento del nuovo governo dei Talebani in Afghanistan nel 2021 era stato accolto positivamente, ma ha perso progressivamente il supporto iniziale, facendo riemergere i vecchi disaccordi.
I numerosi attacchi al confine hanno causato decine di vittime civili, con un’escalation di violenza che alimenta uno stato di insicurezza al confine, con blocchi nella libera circolazione, migrazioni forzate e aumento dei morti.
La situazione umanitaria al confine è nettamente peggiorata dall’espulsione di milioni di rifugiati afgani dal Pakistan. Nel periodo 2023-2025, sono stati espulsi più di 1,5 milioni di afgani. Senza un rifugio stabile, con l’escalation di violenza al confine, l’impossibilità di muoversi liberamente e la profonda crisi umanitaria in Afghanistan, milioni di afgani vivono in un clima di grave incertezza. L'UNHCR ha accusato il Pakistan di violare norme del diritto internazionale (come il principio di non-refoulement) e richiede la fine immediata dei rimpatri.
Un accordo di cessate il fuoco è stato firmato il 19 ottobre a Doha, ma si è dimostrato inefficace. Per questo motivo, il 30 ottobre è stata annunciata un’altra tregua di una settimana (fino al 6 novembre), allo scopo di preparare il campo ai negoziati per un accordo permanente. I negoziati mediati dalla Turchia e dal Qatar si sono rivelati difficili a causa dei toni accusatori tra i due Paesi, ma sia Pakistan che Afghanistan dichiarano di essere aperti ad un accordo di pace.
Nel mentre, i civili al confine sono a rischio, gli spostamenti sono limitati, la paura aumenta e anche l’incertezza.




