Ucraina: Zaporizhzhia ripristina l’elettricità durante la tregua

bandiera Ucraina bandiera Ucraina Max Kukurudziak su Unsplash

18 ottobre 2025 - 

Rara tregua nei combattimenti attorno alla centrale di Zaporizhzhia: tecnici al lavoro per ripristinare la corrente e restituire elettricità a migliaia di civili.

La centrale nucleare di Zaporizhzhia (ZNPP) è senza elettricità da ben quattro settimane. Ubicata nel sud-est del Paese e occupata militarmente dall’esercito russo dal 2022, rappresenta la principale centrale nucleare dell’Ucraina e la maggiore produttrice di elettricità in Europa. Si tratta del blackout più lungo dall’inizio della guerra.

Il direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), Rafael Grossi, ha confermato l’avvio dei lavori per riparare le linee elettriche esterne danneggiate, resi possibili dall’istituzione di zone locali di cessate il fuoco. Il ripristino dell’energia elettrica è di fondamentale importanza per la sicurezza e la protezione nucleare, dalle quali dipende il benessere delle popolazioni civili, che quotidianamente subiscono gli effetti devastanti della mancanza di elettricità. Abitazioni, scuole e ospedali sono stati costretti a funzionare con generatori di emergenza, con gravi rischi per la salute e interruzioni prolungate dei servizi essenziali.

Ad aggravare la mancanza di elettricità si aggiunge la crisi idrica, presente in numerose zone occupate dell’Ucraina e peggiorata nel 2023 dalla distruzione della diga di Kahovka da parte delle forze russe, che ha lasciato Zaporizhzhia e altre città con serbatoi quasi vuoti

Già nell’agosto 2025, un attivista del Nastro Giallo – movimento di resistenza civile e non violenta nato nei territori ucraini occupati dai russi dopo l’invasione del 2022, – aveva dichiarato: “Sembra che le persone siano deliberatamente tenute in uno stato di sopravvivenza, così da essere impegnate a fare la fila per l'acqua e non pensare alla politica, alla resistenza o alle proteste”. L’acqua, quando disponibile, esce dal rubinetto gialla e maleodorante, spingendo chi può permetterselo a comprare acqua in bottiglia a prezzi che aumentano di giorno in giorno.

Secondo l’AIEA, lo scorso settembre la centrale ha perso il collegamento con l’unica linea elettrica rimasta, costringendo l’impianto a funzionare con generatori diesel di emergenza per oltre 20 giorni. Entrambe le parti si accusano a vicenda sull’origine del blackout: per il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha, la Russia avrebbe tagliato intenzionalmente la fornitura di elettricità alla centrale per testare la riconnessione alla rete russa, mentre Mosca attribuisce l’interruzione ai bombardamenti ucraini.

Nel frattempo, la comunità locale vive sotto la costante minaccia di un incidente nucleare, tra blackout, carenze idriche e la paura che un attacco o un malfunzionamento possano avere conseguenze catastrofiche. 

 

Per saperne di più:

https://kyivindependent.com/its-poison-across-occupied-ukraine-russia-has-caused-a-devastating-water-crisis-it-cannot-fix/

https://edition.cnn.com/2025/10/18/europe/zaporizhzhia-ukraine-power-iaea-intl

https://www.iaea.org/newscenter/pressreleases/update-321-iaea-director-general-statement-on-situation-in-ukraine

https://unseen-force.com/non-violent-resistance/yellow-ribbon/

 

Di Giulia Maraventano

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