All’inizio di ottobre, la Federazione Internazionale delle Società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa (IFRC) ha condiviso una richiesta per 25 milioni di franchi svizzeri, circa 17 milioni di euro, volti a contrastare il peggioramento della crisi umanitaria che coinvolge milioni di persone in Somalia. Il Paese infatti, già segnato da decenni di conflitti armati, fragilità economica e instabilità climatica, si ritrova con risorse limitate e finanziamenti insufficienti.
Come ha osservato Naemi Heita, Capo della Delegazione IFRC, le siccità persistenti, causate da precipitazioni inadeguate, stanno aggravando ulteriormente la crisi. Circa 2,5 milioni di persone necessitano urgentemente di cibo, acqua e servizi essenziali. Nonostante una serie di misure temporanee adottate negli ultimi tempi, quali la condivisione delle risorse e la riduzione dei pasti, rimane evidente la necessità di soluzioni più efficaci e sostenibili. Anni di shock climatici ripetuti hanno eroso i meccanismi tradizionali di resilienza, lasciando molte famiglie esposte all’incertezza.
La Società della Mezzaluna Rossa Somala (SRCS) rimane in prima linea. Con oltre 21.000 tra personale e volontari, l’organizzazione continua a fornire assistenza sanitaria, acqua potabile, rifugi e aiuti alimentari, raggiungendo aree spesso inaccessibili ai partner internazionali. Solo nel 2024, più di 1,2 milioni di persone hanno ricevuto supporto vitale. Tuttavia, come sottolineato dal Presidente dello SRCS, Yusuf Hassan, la portata dei bisogni supera di gran lunga le risorse attualmente disponibili. Nonostante la straordinaria capacità di adattamento della popolazione, è indispensabile un maggiore impegno internazionale per estendere la portata delle operazioni umanitarie. Condizioni difficili infatti, aggravate da insicurezza, infrastrutture danneggiate e finanziamenti limitati, ostacolano il lavoro dei soccorritori.
Inoltre, gli impegni dei donatori, pur essendo fondamentali, devono essere affiancati da strategie capaci di affrontare le cause profonde dell’instabilità. La competizione per risorse limitate ha a lungo alimentato tensioni e scontri violenti tra le comunità locali. Uno studio finanziato dalla Germania e coordinato da funzionari dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni ha dimostrato che una gestione condivisa delle risorse può favorire la convivenza, portando ad una riduzione dei conflitti nel lungo periodo. Migliorare l’accesso equo all’acqua, ai pascoli e alle terre coltivabili può quindi servire sia obiettivi umanitari sia contribuire al consolidamento della pace.
Lo studio rappresenta uno spiraglio di moderato ottimismo, ma allo stesso tempo sottolinea che la sfida più urgente rimane il grave deficit di finanziamento. Infatti, poco più del 20 percento del Piano di Risposta e Fabbisogno Umanitario della Somalia per il 2025, pari a 1,42 miliardi di dollari, è stato coperto. Di conseguenza, il Programma Alimentare Mondiale (PAM) ha già annunciato la riduzione del numero di persone che riceveranno assistenza d’emergenza, da 1,1 milioni a 350.000.
L’obiettivo è ora quello di rafforzare la resilienza delle comunità somale attraverso iniziative che proteggano i mezzi di sussistenza e ripristinino gli ecosistemi. Integrando parità di genere, protezione e inclusione in tutte le attività, IFRC e SRCS sollecitano donatori, governi e partner a contribuire a colmare il deficit di finanziamento e a sostenere un futuro sostenibile per il popolo somalo.
Per saperne di più:
- https://www.ifrc.org/press-release/somalia-ifrc-launches-chf-25-million-appeal-drought-deepens-humanitarian-crisis
- https://www.unep.org/news-and-stories/story/german-backed-climate-action-somalia-offers-lessons-ahead-berlin-climate-and
- https://www.securitycouncilreport.org/whatsinblue/2025/10/somalia-private-meeting-3.php




