Il 9 settembre Israele ha condotto un attacco contro alcuni esponenti di Hamas a Doha, capitale del Qatar. Secondo Hamas, sei persone sono rimaste uccise, tra cui cinque membri del gruppo e un funzionario della sicurezza qatarino, mentre la leadership e la squadra negoziale sono rimaste illese. L’attacco è avvenuto poche ore dopo che le autorità israeliane avevano avvertito i residenti di Gaza City, dove centinaia di migliaia di persone vivono in condizioni di carestia, di evacuare in vista di una nuova offensiva dell’esercito israeliano (IDF).
L’operazione ha suscitato diffuse critiche a livello internazionale. Il Consiglio di Sicurezza ONU ha condannato all’unanimità l’attacco, avvertendo del rischio di un ulteriore deterioramento della situazione. Rosemary DiCarlo, Sottosegretario generale dell’ONU per gli Affari Politici e di Consolidamento della Pace, ha parlato di una “preoccupante escalation” ed esortato tutte le parti a dare priorità ai canali di negoziazione.
Il segretario generale della Lega Araba, Ahmed Aboul Gheit, ha condannato duramente l’attacco, accusando Israele di ignorare le conseguenze delle proprie azioni. Anche il primo ministro britannico, Keir Starmer, ha espresso la sua condanna, definendo l’operazione una violazione della sovranità e dell’integrità territoriale del Qatar.
A seguito dell’attacco, il presidente statunitense Donald Trump ha diffuso un messaggio sulla sua piattaforma Truth Social chiarendo che la decisione era stata presa da Netanyahu. Ha aggiunto che la sua amministrazione era stata informata dell’attacco imminente, ma di non aver potuto avvertire in tempo il Qatar. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha sottolineato che l’operazione non rispondeva né agli interessi di Israele né a quelli degli Stati Uniti, pur lodando la guerra israeliana contro Hamas come un obiettivo legittimo. Marco Rubio, capo della diplomazia americana, ha ribadito che l’episodio non modificherà la natura delle relazioni tra i due Paesi.
Il primo ministro qatarino, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, ha condannato i raid, accusando Israele di sabotare il ruolo umanitario e diplomatico del suo Paese e di compromettere ogni speranza di liberazione degli ostaggi. Lo Stato del Golfo ha inoltre precisato di riservarsi la possibilità di reagire con ogni misura ritenuta necessaria, incluso il ricorso agli strumenti del diritto internazionale contro le violazioni israeliane.
L’episodio si inserisce in un momento di crescente isolamento internazionale per Israele. Il 12 settembre, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione a sostegno di un governo palestinese senza Hamas, con 142 voti a favore e 10 contrari. La decisione precede una conferenza dell’ONU sulla soluzione a due Stati che si terrà a New York, prima dell’apertura della settimana di alto livello dell’Assemblea Generale. Durante la conferenza, un gruppo di Paesi tra cui Francia, Regno Unito, Canada e Australia riconoscerà ufficialmente lo Stato di Palestina.
Nel frattempo, la situazione umanitaria e di sicurezza nella Striscia di Gaza peggiora rapidamente. Migliaia di palestinesi continuano a fuggire da Gaza City mentre Israele annuncia una nuova offensiva. In un comunicato diffuso l’11 settembre, il Consiglio di Sicurezza ha ribadito l’importanza della mediazione e della diplomazia, esortando tutte le parti a lavorare per una pace duratura.
Per saperne di più:
- https://www.theguardian.com/world/2025/sep/09/israel-targets-top-hamas-members-in-qatar-for-gaza-ceasefire-talks
- https://apnews.com/article/qatar-israel-attack-hamas-un-gaza-hostages-16a8e9c4a9757eadeec9ef520c0a1e30
- https://news.un.org/en/story/2025/09/1165829
- https://www.theguardian.com/world/2025/sep/12/un-general-assembly-to-back-hamas-free-government-for-palestine
