Cresce la preoccupazione per l’occupazione israeliana di Gaza e Cisgiordania

Un uomo che sventola la bandiera palestinese in Giordania Un uomo che sventola la bandiera palestinese in Giordania Ahmed Abu Hameeda su Unsplash

7 Settembre 2025 - 

L’OHCHR ha espresso preoccupazione per l'incremento delle operazioni israeliane volte ad occupare il nord della Striscia di Gaza e la Cisgiordania.

Il 28 agosto, Ajith Sunghay - alto funzionario dell’ Ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (OHCHR) - ha manifestato forte preoccupazione per le operazioni militari condotte da Israele nella parte settentrionale della Striscia di Gaza. Queste  operazioni hanno causato la distruzione di numerosi edifici residenziali, ulteriori episodi di sfollamento forzato e vittime civili.

Le autorità sanitarie locali hanno infatti riferito che, tra il 26 agosto e il 1 settembre, sono stati uccisi 816 palestinesi, quasi il doppio rispetto alle vittime riportate nella precedente settimana. Inoltre, l’OHCHR ha registrato 2.146 decessi nei pressi dei centri di distribuzione degli aiuti gestiti dalla Gaza Humanitarian Foundation (GHF). Il quadro diviene persino più allarmante sul fronte degli sfollamenti: circa un milione di palestinesi nel nord della Striscia è stato spinto a concentrarsi in aree sempre più ristrette, mentre altri restano intrappolati nella zona est di Gaza City, con l'impossibilità degli operatori umanitari di raggiungerli per prestare soccorso.

Sunghay si è mostrato profondamente preoccupato anche per i piani del governo israeliano di estendere la propria sovranità sulla Cisgiordania o di annetterne parte del territorio. A luglio, la Corte Internazionale di Giustizia (ICJ) ha dichiarato illegale l’occupazione israeliana della Striscia di Gaza e della Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est. La stessa illegittimità si applica agli insediamenti, all’annessione e allo sfruttamento delle risorse naturali, poiché la legislazione israeliana viola il divieto internazionale di segregazione razziale e apartheid. La Corte ha ordinato a Israele di porre fine all’occupazione e di facilitare il ritorno dei civili palestinesi sfollati.

Sunghay ha avvertito che “qualsiasi dichiarazione di estensione della sovranità sulla Cisgiordania avrà ulteriori conseguenze catastrofiche per i palestinesi”, sia nella quotidianità sia in relazione al loro diritto all’autodeterminazione. Infatti, una simile dichiarazione potrebbe comportare: ennesime demolizioni di abitazioni e conseguenti sfollamenti; un aumento della violenza da parte dei coloni e il pieno controllo delle risorse naturali.

 

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di Sonia Iovine

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