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Israele intensifica i bombardamenti su Gaza

Donne che scappano dopo un bombardamento a Gaza. Donne che scappano dopo un bombardamento a Gaza. hosnysalah su Pixabay

04 settembre 2025

I bombardamenti a Gaza aumentano, almeno 16 morti e famiglie in fuga verso la costa.

Le forze israeliane hanno intensificato i bombardamenti sulla zona orientale di Gaza, in particolare nei quartieri di Shejaia, Zeitoun e Sabra, causando almeno 16 morti e numerosi feriti in tutto il settore meridionale dell’enclave. Nell’arco di sole 24 ore, i decessi attribuiti al fuoco israeliano sono saliti a 71, secondo il ministero della Salute di Gaza. 

Migliaia di famiglie hanno dovuto abbandonare le proprie case, cercando rifugio lungo la costa, mentre cresce la preoccupazione per un’imminente offensiva su Gaza City, considerata da Israele “l'ultima roccaforte urbana di Hamas”. Il Segretario Generale dell’ONU António Guterres ha avvertito che un’operazione militare su larga scala potrebbe avere “conseguenze devastanti”, denunciando i continui ostacoli all’accesso umanitario e l’uso della fame come arma di guerra.

Nella Gaza meridionale, l’ospedale da campo della Croce Rossa a Rafah ha accolto 31 feriti da arma da fuoco, di cui quattro morti all’arrivo, molti dei quali colpiti mentre cercavano di raggiungere punti di distribuzione di cibo. Dall’inizio della guerra, 317 persone, tra cui 121 bambini, sono morte per malnutrizione. Israele respinge l’accusa di voler provocare carestia, sostenendo che sia Hamas a sottrarre gli aiuti umanitari, ma le restrizioni imposte da Tel Aviv restano considerate tra le principali cause della crisi alimentare.

Secondo l’UNRWA, già nella seconda metà di agosto l’86% della Striscia era stato dichiarato “zona militarizzata” o soggetto a ordini di evacuazione, con oltre 16.000 persone costrette a fuggire dai quartieri orientali di Gaza. Complessivamente quasi un milione di abitanti sono stati sfollati in più riprese, spesso senza mezzi né sicurezza, ammassati in rifugi sovraffollati e privi di acqua potabile, cibo e cure mediche di base. I dati nutrizionali sono allarmanti: quasi il 28,5% dei bambini sotto i cinque anni a Gaza soffre di denutrizione acuta, un tasso sei volte superiore rispetto a marzo 2025, e da allora circa 100.000 minori sono stati sottoposti a screening nutrizionale.

Le strutture civili non sono risparmiate: scuole utilizzate come rifugi hanno subito bombardamenti e due terzi degli edifici gestiti dall’UNRWA risultano colpiti direttamente. Intanto, cresce la pressione internazionale. Guterres ha ribadito la necessità di un cessate il fuoco immediato, denunciando: “non più scuse, non più ostacoli, non più menzogne”. Anche il Papa ha condannato i piani di sgombero forzato di Gaza City, definendoli una violazione del diritto internazionale e una “punizione collettiva”.

Secondo un rapporto delle Nazioni Unite, 21.000 bambini sono rimasti invalidi nel conflitto, mentre altri 40.500 hanno riportato ferite gravi, più della metà permanenti.

L’offensiva israeliana ha ormai superato i limiti del conflitto armato tradizionale, configurando un disastro umanitario di proporzioni catastrofiche. Distruzione sistematica, carestia, collasso sanitario e una popolazione civile sotto assedio delineano un quadro che la comunità internazionale non può più ignorare.

 

Per saperne di più:

 

di Sara Maggetto

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