Blocchi agli aiuti umanitari intensificano la crisi a Gaza

Protesta nella striscia di Gaza. Protesta nella striscia di Gaza. hosnysalah su pixabay

11 agosto 2025

Oltre 150 giorni senza aiuto umanitario, malnutrizione infantile in aumento e decine di vittime ogni giorno per fame.

La Striscia di Gaza affronta una crisi umanitaria definita “catastrofica” dall’UNRWA, con nessun accesso ai propri convogli umanitari da oltre 150 giorni. Dal marzo 2025, nessun camion dell’agenzia ONU per i rifugiati palestinesi ha potuto consegnare cibo, medicine o beni essenziali.”Questa negazione di accesso sta costando vite ogni singolo giorno”, ha dichiarato l’agenzia.

Secondo il Ministero della Salute di Gaza, almeno 61.158 palestinesi sono stati uccisi e oltre 151.000 feriti dall’ottobre 2023, a seguito dei bombardamenti e delle operazioni di terra israeliane in risposta agli attacchi di Hamas del 7 ottobre. Tra le vittime si contano quasi 350 membri dello staff UNRWA.

La situazione alimentare è ormai critica: dal 1° agosto, 193 persone, di cui 96 bambini, sono morte per malnutrizione, con luglio che ha registrato il tasso mensile più alto di malnutrizione acuta nei bambini sotto i cinque anni. L’OMS stima quasi 12.000 casi di malnutrizione acuta infantile, di cui 2.500 gravi.

I prezzi del cibo sono aumentati in maniera esponenziale: il costo della farina di grano è aumentato fino al 15.000% rispetto ai livelli prebellici. UNRWA avverte che solo forniture massicce e continuative possono stabilizzare i prezzi e ridurre la fame.

Il sistema sanitario è sull’orlo del collasso: oltre metà delle forniture mediche essenziali è esaurita e gli ospedali sono costretti a razionare il carburante per i generatori. Nonostante ciò, le squadre UNRWA hanno garantito oltre 1,5 milioni di consultazioni mediche da marzo, ma senza nuovi rifornimenti la loro capacità di salvare vite diminuisce ogni giorno.

La dislocazione forzata tocca il 90% della popolazione: 1,9 milioni di persone sono state sfollate, molte più volte, e quasi 100.000 vivono stipate in 60 rifugi UNRWA. Nel contempo, in Cisgiordania settentrionale, circa 30.000 persone non possono rientrare nelle proprie case a causa dell’operazione militare “Iron Wall” in corso da gennaio.

L’UNRWA e altre agenzie umanitarie chiedono accesso immediato e senza restrizioni per gli aiuti, in linea con i principi fondamentali del diritto internazionale umanitario. Il Consiglio di Sicurezza ONU si riunirà d’urgenza a New York per discutere la recente decisione del governo israeliano di avallare una presa di controllo militare di Gaza, abitata da circa un milione di palestinesi.

Di Sara Maggetto

 

Per saperne di più:

https://news.un.org/en/story/2025/08/1165618 

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