Il 12 luglio 2025, l'organizzazione delle Nazioni Unite ha segnalato che la carenza di carburante nella Striscia di Gaza ha raggiunto livelli critici.
Per la prima volta, dopo 130 giorni di attesa, è stato permesso alle agenzie umanitarie dell'ONU di portare all'interno della Striscia una fornitura di carburante, ma questa risulta insufficiente a coprire il fabbisogno energetico della popolazione.
Il carburante è la chiave per sopravvivere a Gaza, perché garantisce il funzionamento di ospedali e ambulanze, degli impianti idraulici per la desalinizzazione e produzione d’acqua, dei sistemi di telecomunicazione e delle cucine comunitarie. Senza un quantitativo di carburante adeguato, le agenzie delle Nazioni Unite coinvolte nella gestione della crisi potrebbero essere costrette ad interrompere del tutto le loro operazioni, con conseguenze tragiche sull’erogazione dei servizi essenziali di Gaza.
In particolare, il carburante mette in moto la flotta utilizzata per trasportare beni essenziali attraverso la Striscia e per gestire una rete di panetterie che rifornisce di pane la popolazione.
Lo scenario si complica ancor di più quando si tratta degli ospedali. Stéphane Dujarric, portavoce del Segretario Generale dell’ONU, ha dichiarato che il Nasser Medical Complex situato a Khan Younis è drammaticamente sovraccaricato. Come riportato da Rik Peeperkorn - rappresentante dell'Organizzazione Mondiale della Sanità nei territori palestinesi occupati - il personale è esausto, mentre l’ospedale è a corto di forniture mediche essenziali ed è chiamato a gestire un numero di feriti che corrisponde al doppio delle proprie capacità. Manca, soprattutto, sangue per le trasfusioni; due terzi delle unità di sangue donate all'ospedale hanno livelli così estremamente bassi di emoglobina e ferro da non poter essere utilizzati. Queste carenze sono causate dall'anemia e dalla malnutrizione, ampiamente diffuse nella popolazione della Striscia.
Sono a rischio anche i sistemi di telecomunicazioni, funzionali a mettere in contatto tra loro famiglie e a coordinare operazioni salvavita.
L'effetto combinato di tali condizioni (i cosiddetti ‘effetti riverberanti’) espone la popolazione a rischi sempre maggiori e condanna i più vulnerabili ad una lotta quotidiana per la sopravvivenza.
Inoltre, durante una conferenza stampa Dujarric ha riportato che le forze di occupazione israeliane hanno emesso nuovi ordini di “sfollamento forzato” a Khan Younis, dove vivono circa 80 mila persone. “Circa l'85% dei territori di Gaza è interessato da ordini di evacuazione o è stato militarizzato, ostacolando l'accesso della popolazione agli aiuti umanitari e la capacità degli operatori di raggiungere chi ha bisogno di assistenza”.
Per saperne di più:
- https://www.unocha.org/news/un-warns-fuel-shortage-gaza-reaches-critical-levels
- https://www.aljazeera.com/opinions/2025/7/12/gaza-is-running-out-of-blood
- https://www.aljazeera.com/video/newsfeed/2025/7/10/un-delivers-first-fuel-to-gaza-in-130-days-warns-more-still-needed
- https://english.wafa.ps/Pages/Details/158975
By Sonia Iovine




