13 luglio 2025
Israele uccide 82 palestinesi in un giorno a Gaza. Trump parla di una possibile tregua, mentre l’ONU denuncia rischi per migliaia di civili.
In un’escalation drammatica del conflitto in corso, il 10 luglio 2025 le forze israeliane hanno intensificato gli attacchi aerei e terrestri sulla Striscia di Gaza, uccidendo almeno 82 palestinesi in sole 24 ore. Tra le vittime figurano anche nove civili che stavano cercando aiuti umanitari, secondo quanto riferito dal Ministero della Salute palestinese.
Le violenze si sono verificate in un momento particolarmente problematico dal punto di vista umanitario , con centinaia di migliaia di sfollati e un’emergenza alimentare e sanitaria crescente, soprattutto in prossimità di ospedali e scuole. Altre 55 vittime sono state registrate nella mattinata successiva.Il bilancio complessivo della guerra è devastante: almeno 57.762 morti e 137.656 feriti a Gaza, mentre le autorità israeliane contano 1.139 vittime e oltre 200 ostaggi dall’attacco del 7 ottobre 2023.
I medici degli ospedali principali di Gaza lanciano inoltre l’allarme per la sopravvivenza di oltre 100 neonati prematuri e circa 350 pazienti dializzati. La carenza acuta di carburante, provocata dall’assedio israeliano, impedisce il funzionamento di incubatrici, apparecchiature salvavita e generatori elettrici fondamentali per le cure mediche.
Sul piano diplomatico, il presidente statunitense Donald Trump si è mostrato ottimista, dichiarando, dopo colloqui con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, che ci siano le possibilità per una tregua di 60 giorni. Secondo Trump, Israele ha accettato le condizioni di una tregua temporanea, ma l'accordo non è stato formalizzato in quanto Hamas ha rifiutato la proposta negoziale sostenendo che la soluzione escludeva il completo ritiro delle truppe israeliane da Gaza.
Intanto, il capo dell’UNRWA ha criticato duramente i piani israeliani per trasferire in massa i palestinesi verso Rafah, definendoli pericolosi e contrari al diritto internazionale umanitario.
La comunità internazionale è chiamata a intervenire con urgenza per evitare una catastrofe umanitaria su scala ancora maggiore. Le richieste di cessate il fuoco, protezione dei civili e accesso sicuro agli aiuti umanitari si moltiplicano, ma il cessare delle ostilità resta ancora un miraggio.
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