Sudan: Una Crisi Umanitaria Ignorata

Aiuti umanitari e rifornimenti in un campo profughi in Sudan Aiuti umanitari e rifornimenti in un campo profughi in Sudan USAID

24 Luglio 2024

Lontana dai titoli dei giornali, la crisi sudanese si sta deteriorando e le opzioni dei civili stanno svanendo man mano che passano i giorni.

Secondo quanto riportato da Mashad Observatory for Human Rights, l’ultimo massacro commesso dalle Rapid Support Forces (RSF) ha comportato 23 vittime civili e ulteriori feriti nella località di Al-Rahad (stato di North Kordofan).  A condanna di questo crimine si pronuncia anche l’NGO “Sudanese Doctor Network” definendolo un attacco senza giustificazioni, lanciato contro civili inermi appartenenti al  villaggio di Fangouga e di passaggio sulla strada principale che collegava al mercato locale nel villaggio di Um Simaima. 

North Kordofan è da tempo uno dei principali fronti di scontro tra RSF e la Sudanese Armed Forces (SAF). A maggio 2024, proprio il corpo paramilitare RSF a guida del generale Mohamed Hamdan Dagalo – anche conosciuto come Hemetti – ha preso il controllo delle principali città e villaggi del North Kordofan, tra cui Um Rawaba. Tuttavia, l’avanzare della RSF e i contrattacchi della SAF hanno causato sfollati interni, distruzione dei pochi depositi di cibo e raccolto, così come uccisione del bestiame, furti e sequestro degli scarsi mezzi di trasporto a disposizione dei civili.  

Contemporaneamente alle vicende recenti in North Kordofan, gli scontri procedono senza fine anche nella regione del Darfur dove in questo caso è proprio la SAF ad essere ritenuta responsabile dei recenti attacchi esplosivi a Nyala, El Daein, El Geneina e Al-Naseem nel West Darfur.

Questi ultimi eventi si aggiungono ai già innumerevoli crimini contro la popolazione civile sudanese, coinvolta negli scontri tra RSF e la SAF che avanza ormai senza accenno di un cessate il fuoco da aprile 2023. 

Infine, alcuni vani tentativi diplomatici principalmente sostenuti dagli  stati dell’Africa orientale, l’Unione Africana, l’Egitto, gli USA e gli UAE non hanno però portato ad alcun risultato, se non il perdurare e l’intensificartisi degli attacchi nelle città e province sudanesi. Con gli attori internazionali focalizzati sulle altre crisi mondiali, la questione sudanese sta precipitando in una spirale di violenza sessuale, fame, povertà e sfollamento, aumentando il pericolo per la propria sopravvivenza – già messa a repentaglio dalla milizia e l’esercito regolare che prendono nel mirino i propri cittadini.

 

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di Francesca Sabia

 

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