L’impatto del conflitto in Nigeria su disabili e anziani

Una donna anziana fuori dalla sua abitazione a Nimbo, Nigeria, dopo un attacco armato Una donna anziana fuori dalla sua abitazione a Nimbo, Nigeria, dopo un attacco armato © AFP Photo/Stefan Heunis

Questo articolo è una breve presentazione del rapporto del Center for Civilians in Conflict sull’impatto della guerra su disabili e anziani 

Il Center for Civilians in Conflict (CIVIC) è un’organizzazione internazionale non-governativa creata nel 2003 per promuovere la tutela dei civili nei conflitti armati. L’ultimo rapporto di CIVIC, rilasciato nel settembre 2020 e finanziato dall’Unione Europea, è incentrato sull’impatto del conflitto Nigeriano su due categorie di civili particolarmente vulnerabili, ossia le persone affette da disabilità e gli anziani. La ricerca di CIVIC è stata condotta in due aree di governo locale nello stato del Borno nell’epicentro del conflitto, il Bama e la Dikwa, sottolineando le esigenze di queste specifiche categorie e presentando raccomandazioni su come rispondere meglio ai loro bisogni. 

Nei passati 11 anni, i civili nel nord-est della Nigeria hanno subìto il peso di un conflitto che ha provocato più di 39,000 morti e innumerevoli violenze, tra cui le detenzioni arbitrarie, lo sfruttamento sessuale, le esecuzioni extragiudiziali, torture e trasferimenti forzati. La violenza locale ha tragici effetti su tutti i civili, ma alcune categorie risultano più vulnerabili di altre. I disabili e gli anziani, come mostrato dal rapporto, devono affrontare rischi aggiuntivi a causa delle loro condizioni fisiche. La maggior parte degli intervistati da CIVIC ha lamentato il fatto che le forze governative avrebbero dovuto fare di più per proteggere le comunità dagli attacchi dei gruppi armati organizzati, sottolineando il bisogno di strategie di tutela su misura che tengano conto delle loro specifiche esigenze. 

Infatti, le strategie di autotutela comunemente impiegate dai civili – come nascondersi in casa o fuggire – sono più difficili se non impossibili da mettere in pratica per disabili e anziani. Poiché i gruppi armati attaccano i villaggi senza preavviso, è comune che i civili abbandonino il villaggio temporaneamente o per un periodo prolungato, camminando spesso per giorni senza cibo o riparo. Considerando la mobilità limitata di disabili e anziani, a volte questi non hanno altra opzione che restare al villaggio e affrontare l’attacco armato. Come riportato da alcuni degli intervistati, talvolta i gruppi armati risparmiano disabili e anziani in virtù della loro condizione. Tuttavia, al di là di queste eccezioni, i gruppi armati tendono ad attaccare i civili indiscriminatamente. Un altro problema di queste categorie è che spesso dipendono completamente dalle cure di altre persone, che nel corso di un attacco pensano a proteggere prima sé stesse. In aggiunta, disabili e anziani potrebbero perdere permanentemente chi si prende cura di loro in conseguenza ad un attacco e rimanere senza assistenza. 

Dal rapporto emerge il risentimento degli intervistati verso le forze di sicurezza nazionali e il governo nigeriano a causa dei loro sforzi insufficienti per proteggere i civili dai gruppi armati. Alcune misure di sicurezza prese dal governo hanno addirittura inficiato la libertà di circolazione della popolazione. Ad esempio, in alcuni casi le forze statali hanno costruito delle trincee attorno al perimetro di città e campi profughi, per impedire l’accesso dei gruppi armati. Se da un lato le trincee proteggevano questi luoghi da attacchi esterni, dall’altro impedivano ai civili di spostarsi per raggiungere le proprie fattorie o servizi essenziali non disponibili nei campi profughi. Considerata la già limitata mobilità di disabili e anziani, queste categorie sono ancora più colpite da misure del genere. 

Il rapporto di CIVIC mira a rivolgere raccomandazioni agli attori coinvolti così da rispondere più efficacemente alle esigenze di queste categorie vulnerabili. Gli intervistati hanno identificato un certo numero di attori che a loro avviso dovrebbero curarsi della loro protezione, come l’esercito, la polizia, le organizzazioni non-governative e le forze di sicurezza locali. Come mostrato dal rapporto, in alcuni casi le iniziative della società civile sembrano riempire le lacune delle strategie di tutela del governo, e la stessa CIVIC supporta iniziative locali di protezione. Tuttavia, è chiaramente necessario un approccio su misura che prenda in considerazione le esigenze particolari di disabili e anziani, piuttosto che un approccio generico che si rivolge a tutti i civili indistintamente. 

 

Per saperne di più:

https://civiliansinconflict.org/wp-content/uploads/2020/09/Nigeria-PWD.pdf

 

Autore: Margherita Curti; Editor: Matteo Consiglio

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