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Il conflitto transfrontaliero tra India e Pakistan in Kashmir

Rifugiati in fuga dai propri villaggi trovano riparo in un campo di assistenza Rifugiati in fuga dai propri villaggi trovano riparo in un campo di assistenza Channi Anand/ AP Photo

1 giugno 2018

La violenza in Kashmir si intensifica uccidendo decine di persone e dislocandone migliaia

Il duraturo conflitto transfrontaliero tra India e Pakistan si è riacceso il 18 maggio, a seguito di un bombardamento nella contesa regione del Kashmir. Il bombardamento è andato avanti senza sosta per 6 giorni, si tratta solo del più recente episodio di violenza nella lunga storia della regione. Il Kashmir, che è stato diviso tra India e Pakistan dal 1947, è stato l’epicentro del conflitto. Gli abitanti del Kashmir sono stati a lungo vittima dello scontro tra i due paesi. I report mostrano che solo il sesto giorno dei combattimenti, sei civili e un combattente sono stati uccisi durante l’intensificarsi del conflitto. Questi morti hanno fatto salire il numero delle vittime a 16 nell’arco di una sola settimana.

A causa del peggioramento della situazione, molti Kashmiri, temendo per le proprie vite, sono fuggiti dalla regione. Secondo le stime, dall’inizio dei combattimenti, 80 mila abitanti delle aree di confine sono stati costretti ad abbandonare le proprie abitazioni. Se la maggior parte di loro è fuggita a causa della paura, altri hanno assistito alla distruzione delle proprie case e non hanno avuto altra scelta che partire. Molti hanno trovato rifugio presso famiglie e amici nei villaggi vicini. La sofferenza degli sfollati è esacerbata dal fatto che l’escalation di violenza sia avvenuta durante il mese del Ramadan, una delle festività più sacre della religioni islamica. I musulmani dislocati non hanno potuto celebrare in maniera adeguata, a causa della paura di attacchi e della mancanza di cibo.

La violenza nella regione è aumentata esponenzialmente dal Settembre 2016, dopo che un attacco presso la base militare Uri in Kashmir ha ucciso 17 soldati indiani. Secondo quanto riportato, gli attentatori erano membri di un gruppo terroristico pakistano e il governo pakistano è stato accusato di aver addestrato e rifornito i combattenti. In risposta le truppe indiane hanno inasprito il conflitto, nonostante la smentita di qualsiasi coinvolgimento da parte del governo pakistano. La situazione continua a deteriorarsi. Dall’attacco della base militare Uri oltre 150 tra civili e combattenti, sia indiani che pakistani, sono stati uccisi.

Riconoscendo che i crescenti livelli di violenza siano gravosi per entrambi i paesi, i leadership indiani e pakistani hanno annunciato di voler unire i propri sforzi per ridurre gli scontri sul confine.  Promettendo di rimettere in piedi l’accordo per il cessate il fuoco che i due paesi avevano stipulato nel 2003, i capi militari indiani e Pakistani sono fiduciosi che questo rinnovato sforzo comune di peacekeeping incrementi la cooperazione tra i due paesi in lotta. Solo il tempo potrà dire se questo impegno verso la risoluzione pacifica del conflitto in Kashmir reggerà.  

 

Per saperne di più, visita:

https://www.aljazeera.com/news/2018/05/india-pakistan-shelling-kashmir-continues-unabated-180523142813165.html

https://www.nytimes.com/2016/09/19/world/asia/17-indian-soldiers-killed-by-militants-in-kashmir.html

https://www.apnews.com/b2666715899e4460aacf2647dda199f6/Tensions-soar-between-India,-Pakistan-along-Kashmir-frontier

https://www.aljazeera.com/news/southasia/2018/05/pakistan-india-vow-implement-2003-ceasefire-agreement-180529175109946.html

https://www.aljazeera.com/news/2018/05/violence-kashmir-erupts-calls-ceasefire-180525151453531.html

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