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SPECIALE COVID-19: Ciad, Palestina

Artista palestinese dipinge dei murales per promuovere le misure di prevenzione del COVID-19 Artista palestinese dipinge dei murales per promuovere le misure di prevenzione del COVID-19 © Mustafa Hassona / Anadolu Agency

In Focus by Silvia Luminati

1.  Chad

Dall’ultimo aggiornamento, la situazione del Ciad ha subito un peggioramento a causa dell’escalation di violenza tra i gruppi armati e l’esercito del Ciad. Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (OCHA), 170,000 persone nella provincia del Lac sono stati costrette a fuggire e la pandemia ha ulteriormente aggravato le loro condizioni. Il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha riportato che il Ciad sta attraversando la più grave insicurezza alimentare degli ultimi 30 anni ed ora le restrizioni ai movimenti stanno esacerbando la situazione. Attualmente vi sono 4 milioni di persone che soffrono l’insicurezza alimentare e l’OCHA ha avvertito che nel 2020 questo numero potrebbe raddoppiare a causa della pandemia. Il COVID-19 rischia quindi di avere serie conseguenze per quanto riguarda la pace e la sicurezza della regione.  Hindou Oumarou Ibrahim, coordinatore dell’organizzazione non-governativa Association for Indigenous Women and Peoples of Chad, sottolinea queste preoccupazioni affermando che la crisi alimentare e sanitaria rischia di  colpire soprattutto le donne.

Per saperne di più:

https://www.icrc.org/en/document/covid-19-violence-and-climate-change-lake-chad-herders-distress

https://www.icrc.org/en/what-we-do/climate-change-conflict

https://news.un.org/en/story/2020/07/1068071

https://reliefweb.int/sites/reliefweb.int/files/resources/20200629_LCB_humanitarian%20snapshot_en%20covid.pdf

 

 2. Palestina

Le autorità palestinesi, sebbene abbiano messo in campo molti sforzi per combattere il virus, devono affrontare diverse difficoltà: un sistema sanitario molto debole, una situazione economica fragile e la minaccia da parte di Israele di annettere territori della West Bank. Da febbraio 2020, le Nazioni Unite (ONU) hanno riportato la distruzione di 69 edifici, incluse sette strutture che fornivano acqua, servizi sanitari e igienici. Degli esperti ONU hanno quindi invitato Israele a cooperare con le autorità palestinesi “per assicurare la protezione, la prevenzione e il trattamento. Azioni come la distruzione delle cliniche palestinesi possono solo che minare gli sforzi fatti”. Il gruppo ha poi sottolineato che i palestinesi che vivono sotto occupazione sono una popolazione protetta ai sensi del diritto internazionale umanitario e pertanto devono avere pieno accesso alle cure mediche senza alcuna discriminazione. Nella West Bank finora si sono registrati 3,700 casi COVID-19 e il Presidente Abbas ha deciso di prolungare lo stato di emergenza fino a fine luglio e di imporre nuove restrizioni per evitare il collasso del -sottofinanziato- sistema sanitario. 

Per saperne di più:

https://www.nrc.no/news/2020/april/israels-destruction-of-palestinian-property-undermines-efforts- to-curb-covid-19/

https://www.oxfam.org/en/research/violence-and-impunity-west-bank-during-covid-19-pandemic

https://www.ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=25822&LangID=E

https://www.aljazeera.com/news/2020/07/palestinians-israelis-face-lockdowns-coronavirus-surge-200705092454034.html

 

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