Repressione delle proteste da parte della polizia ecuadoriana

Protestanti con bandiere e striscioni in marcia a Quito, Ecuador il 12 agosto 2015.  Protestanti con bandiere e striscioni in marcia a Quito, Ecuador il 12 agosto 2015. © 2015 Reuters

Secondo Human Rights Watch, la polizia ecuadoriana ha fatto un uso eccessivo della forza, detenzioni arbitrarie e perquisizioni illegali verso i manifestanti in tutto il paese.

Il rapporto di Human Rights Watch, "Ecuador: giro di vite su manifestanti" descrive gli abusi della polizia commessi contro i manifestanti durante l’agosto del 2015. I manifestanti erano riuniti in segno di protesta contro il governo per una serie di motivi. Fra questi ci sono le politiche ambientali, le attività delle industrie estrattive, oltre al termine del mandato presidenziale. Le proteste sono state in gran parte tranquille con alcuni episodi isolati di scontri tra le forze di polizia e i manifestanti.

Human Rights Watch ha condotto interviste, esaminato video, referti e rapporti di polizia su un considerevole numero degli scontri con le forze di polizia. Il 15 agosto, il Presidente Correa ha dichiarato lo stato di emergenza a causa di attività vulcanica che gli ha permesso di far appello all’intervento delle forze armate e della polizia nazionale e limitare alcuni diritti dei cittadini.

Molti dei casi studiati da Human Rights Watch indicano un uso eccessivo della forza contro i manifestanti pacifici. Uomini e donne di tutte le età sono stati picchiati con manganelli sia nelle strade che all'interno delle proprie abitazioni. Altri pestaggi sono avvenuti quando altre persone hanno provato a intervenire in soccorso di quelle picchiate dalla polizia, come a esempio il caso di una donna che è stata picchiata mentre cercava di proteggere una donna incinta. La polizia ha sparato gas lacrimogeni nelle case, anche abitate da bambini, provocando lesioni multiple. Un uomo dalla provincia di Loja è stato colpito alla mascella da  un lacrimogeno con tanta forza che ha perso cinque denti e la mascella si è fratturata. Molti sono stati arbitrariamente arrestati, e alcune donne sono state addirittura minacciate di stupro.

Il 13 ottobre 2015, Human Rights Watch ha presentato una richiesta all'ufficio del procuratore generale chiedendo informazioni su presunti attacchi contro gli agenti di sicurezza e sugli abusi commessi da agenti di sicurezza. L'ufficio ha risposto con una lista di 130 casi aperti contro civili, ma nessuna informazione per quanto riguarda gli abusi delle forze di polizia.  Il Presidente Correa si è anche congratulato con le forze di sicurezza per la loro "professionalità", affermando che le reazioni erano giustificate a causa della violenza dei manifestanti.

Human Rights Watch ritiene che gli individui che abbiano commesso crimini contro le forze di polizia dovrebbero essere correttamente ritenuti responsabili, ma così dovrebbe anche essere per le forze di polizia colpevoli di abusi, ancora non indagate o perseguite dall'ufficio del procuratore generale.

 

Per leggere il rapporto completo:

https://www.hrw.org/News/2015/11/10/Ecuador-Crackdown-protesters

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