Relazione Ufficiale della Commissione Internazionale ed Indipendente d'Inchiesta nella Repubblica Araba Siriana

Esecuzioni Sommarie di Civili Esecuzioni Sommarie di Civili © itv - Reuters/SANA

Il presente lavoro costituisce una presentazione della Relazione Ufficiale della Commissione Internazionale ed Indipendente d'Inchiesta (la Commissione) nella Repubblica Araba Siriana, rilasciata dal Consiglio per i Diritti Umani (CDU) il 1 ° Febbraio 2018.

Presentato ai sensi della Risoluzione del CDU n. 34/26 del 5 Aprile 2017, la Relazione in oggetto illustra quelli che sono i risultati delle indagini svolte dalla Commissione dall'8 Luglio 2017 al Gennaio 2018, nella Repubblica Araba Siriana.

Quelle che, nel Marzo 2011, ebbero inizio quali pacifiche dimostrazioni di strada, volte alla richiesta di riforme nella Repubblica Araba Siriana, trovarono invece una risposta dura ed oppressiva da parte delle forze di sicurezza e militari dello Stato Siriano, risposta che, presto e tragicamente, evolvette in un conflitto armato a carattere non internazionale, contrassegnato da una totale indifferenza per la vita dei civili.

Durante questo periodo, l'ISIL, sfruttando la frammentazione sociale ed il crollo economico delle comunità siriane, ottenne rapidamente il controllo su di una considerevole porzione di territorio nel paese, con la città di Raqqah eretta quale sua capitale di fatto. Conseguentemente, nel Novembre 2016, le Forze Democratiche Siriane lanciarono la "Operation Wrath on the Eufrate", finalizzata a catturare il governatorato di Raqqah. La loro offensiva terrestre del 2017, condotta insieme ad un ampio supporto aereo da parte Coalizione Internazionale, riuscì con successo ed espellere l'ISIL, assumendo il controllo della città di Raqqah. Tuttavia, sebbene vittoriosa, l'operazione fu contrassegnata da gravi crimini, commessi da tutte le parti in gioco, con un costo estremamente alto per i civili.

In un simile scenario, con l'obiettivo di esporre i responsabili, garantire la responsabilità penale e aiutare le vittime a ottenere giustizia, la Commissione è stata incaricata di documentare e riferire
sulle violazioni sistematiche dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario, commesse da tutte le parti in conflitto.

Durante il periodo oggetto di inchiesta, la Commissione ha riscontrato che nessuna delle parti si è attenuta ai propri obblighi ai sensi del diritto internazionale, con condotte che risultano ammontare a crimini di guerra, crimini contro l'umanità e genocidio. Le violazioni accertate includono arresti arbitrari, torture in detenzione, sparizioni forzate, violenza sessuale e di genere, trattamento crudele, disumano o degradante, diniego delle garanzie di un giusto processo, esecuzioni sommarie in luoghi noti e segreti di detenzione, uso di civili come scudi umani, attacchi a strutture mediche, scuole e mercati, attacchi indiscriminati e intenzionali contro i civili.

Come se non bastasse, gli aiuti umanitari sono stati strumentalizzati quali strategie di guerra, con assedi e negazione di assistenza medica messi in atto per costringere i civili e le altre parti del conflitto ad arrendersi. La fame ha portato ad acute malnutrizioni, con gravi ripercussioni su donne incinte e bambini. La stessa malnutrizione risulta poi esacerbata dalla sistematica negazione di evacuazioni mediche.

Altre gravi violazioni includono il reclutamento di minori sotto i 13 anni e la coscrizione forzata di rimpatriati, pratica che, di fatto, ha impedito a molte famiglie di tornare alle proprie case. Come conseguenza delle ostilità poi, almeno 6,5 milioni di siriani sono stati sfollati all'interno del territorio della Repubblica Araba Siriana, senza avere accesso ai diritti fondamentali, compreso il diritto ad un alloggio adeguato. Inoltre, l’entità delle distruzioni ed il livello delle contaminazioni da residui esplosivi di guerra, sparse in tutto il paese, fungono da barriere a lungo termine.

Nell’esprimere seria preoccupazione per la continua inosservanza dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario, la Commissione invita quindi le parti in conflitto a porre immediatamente fine alle violazioni contro i civili, a cessare gli attacchi in zone densamente popolate, a consentire l'accesso incondizionato a tutte le strutture di detenzione da parte di organizzazioni umanitarie indipendenti e ad assicurare che gli autori siano chiamati a rispondere dei propri reati.

Inoltre, la Commissione sostiene fermamente l'iniziativa degli Stati membri di istituire il Meccanismo Internazionale Imparziale ed Indipendente (Risoluzione 71/248 del 21 Dicembre 2016), quale passo in avanti nella promozione della responsabilità penale. Il Meccanismo ha infatti il ​​mandato di raccogliere, consolidare, conservare ed analizzare le prove dei più gravi crimini internazionali commessi durante il conflitto armato nella Repubblica Araba Siriana. Lo scopo è quello di compilare i fascicoli e facilitare i procedimenti in entrambe le giurisdizioni internazionali e nazionali disposti a perseguire i perpetratori degli atroci crimini commessi durante la guerra nella Repubblica Araba Siriana. La Commissione accoglie con favore questa istituzione e lavorerà a stretto contatto per assistere il Meccanismo nel raggiungimento del suo obiettivo.

 

Relazione originale disponibile qui:

https://reliefweb.int/report/syrian-arab-republic/report-independent-international-commission-inquiry-syrian-arab-4

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