30 luglio 2025
Si continuano a registrare violenze nel governatorato di Suweida, in Siria: gli ospedali sono sovraccaricati, i civili costretti ad evacuare e gli aiuti umanitari bloccati.
La violenza settaria che coinvolge le comunità druse e beduine è esplosa il 12 luglio nel distretto di Suweida, nella Siria meridionale, innescando un intervento da parte delle forze di sicurezza siriane. Molteplici scontri si sono verificati anche il 15 e il 18 luglio, come riportato dall’Ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR) e dall’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli affari umanitari (OCHA). Centinaia di civili sono stati uccisi o sono stati vittime di abusi da parte di membri delle forze di sicurezza, individui affiliati alle autorità ad interim e altre parti armate, inclusi drusi e beduini.
Ravina Shamdasani, portavoce dell’OHCHR, ha espresso profonda preoccupazione riguardo a serie violazioni dei diritti umani, quali esecuzioni sommarie, uccisioni arbitrarie, rapimenti, distruzione di proprietà private e saccheggio di abitazioni nella città di Suweida. Nel dettaglio, almeno 13 persone sono state uccise il 15 luglio da individui armati affiliati alle autorità ad interim, i quali hanno aperto il fuoco durante un incontro familiare. Purtroppo, gli ospedali sono gravemente sovraccaricati e stanno riscontrando difficoltà nella gestione dell’elevato numero di civili feriti.
Khaled Khiari, assistente del Segretario Generale delle Nazioni Unite, ha riportato che civili, figure religiose e detenuti sono vittime di esecuzioni extragiudiziali e di trattamenti umilianti, sollecitando tutte le parti a proteggere la popolazione e le infrastrutture civili. Shamdasani ha sottolineato che l’OHCHR ha tentato di verificare le informazioni attraverso “contatti sul campo… famiglie delle vittime, testimoni”. Tuttavia, ottenere stime affidabili del bilancio delle vittime resta complicato. La portavoce dell’OHCHR ha affermato: “C’è molta disinformazione e gran parte di essa viene utilizzata per incitare alla violenza e innescare ulteriori tensioni”.
Il 18 luglio la presidenza siriana ha affermato che avrebbe dispiegato forze nel governatorato di Suweida per ristabilire la stabilità e prevenire lo scoppio di nuovi scontri, attraverso l’effetto combinato di misure politiche e di sicurezza. Nello stesso giorno, l'OCHA ha riportato che diversi civili stavano cercando di fuggire o erano già scappati dall’area di Suweida a causa dei combattimenti in corso. Secondo il più recente aggiornamento dell’OCHA, risalente al 17 luglio, circa 2000 famiglie sono state sfollate dalle aree colpite dagli scontri. I civili sfollati hanno disperatamente bisogno di coperte, carburante e pannelli solari, ma la distribuzione dell’aiuto umanitario è risultata estremamente complessa. William Spindler, portavoce dell’UNHCR, ha affermato che: “Abbiamo delle scorte a disposizione e siamo pronti a inviarle appena sarà possibile farlo in sicurezza. Per il momento, non è stato possibile”. Spindler ha anche espresso preoccupazione riguardo alle condizioni di un ufficio dell’UNHCR situato nell’area rurale di Suweida, di cui sono stati colpiti sia l’infrastruttura sia il personale. Inoltre, un deposito della Mezzaluna Rossa Arabo Siriana è stato danneggiato da un bombardamento. Il portavoce dell’UNHCR ha esortato tutte le parti del conflitto a rispettare e proteggere gli edifici umanitari, il personale e le risorse.
Di Sonia Iovine
Per saperne di più:
https://www.unognewsroom.org/story/en/2727/syria-sweida-violence-ohchr-unhcr-18-july-2025



