14 luglio 2025
Siria, drone turco uccide dieci civili curdi a Kobane: colpita un'intera famiglia in un contesto di crescente tensione internazionale
Il 16 marzo 2025, un attacco aereo compiuto tramite drone — attribuito presumibilmente alla Turchia o a milizie siriane a essa alleate — ha colpito una fattoria nel nord della Siria, nei pressi di Kobane, causando la morte di dieci civili curdi, tra cui sette bambini, una diciottenne e i genitori. La denuncia proviene da un rapporto pubblicato il 29 maggio da Human Rights Watch, che solleva gravi interrogativi sulla condotta degli attori coinvolti e sul rispetto del diritto internazionale umanitario in una delle aree più instabili del Medio Oriente.
Le vittime appartenevano alla famiglia Abdo, senza legami noti con gruppi armati, eccetto per la figlia maggiore Ronida, che avrebbe aderito alle forze di polizia curde (Asayish) nel 2024. Secondo testimoni locali, l’attacco è avvenuto nei pressi di ex postazioni dell’Esercito Nazionale Siriano (SNA), una coalizione di milizie sostenuta dalla Turchia, oggi parzialmente assorbita nelle forze armate del governo siriano di transizione. Larea presa di mira, inoltre, è ancora controllata da forze affiliate al disciolto SNA.
L’attacco è avvenuto pochi giorni dopo uno storico accordo tra il presidente Ahmed al-Sharaa e il comandante delle Forze Democratiche Siriane (SDF), Mazloum Abdi, accordo che prevede, entro la fine dell’anno: il riconoscimento politico della comunità curda, il controllo congiunto delle infrastrutture strategiche (inclusi aeroporti e giacimenti di gas), l’integrazione delle SDF nell’esercito regolare e il ritorno degli sfollati.
L’attacco ha attirato l’attenzione della comunità internazionale in un momento critico: la Turchia mantiene un ruolo ambiguo sostenendo gruppi armati in Siria che spesso agiscono impunemente, mentre promuove a livello diplomatico una narrativa di stabilizzazione regionale. Human Rights Watch ha chiesto un’indagine indipendente, sottolineando la corresponsabilità di Ankara, in quanto fornitrice di armi, di addestramento e supporto logistico a queste fazioni. Le organizzazioni internazionali e governi occidentali esortano il governo di transizione siriano a istituire un comando militare unificato sotto supervisione civile e a garantire il rispetto delle norme umanitarie. L’episodio conferma che, nonostante le dichiarazioni ufficiali, il conflitto siriano continua a produrre vittime civili e a sfidare il diritto internazionale umanitario.
Per saperne di più, leggi:
https://www.hrw.org/news/2025/06/05/syria-turkiye-backed-attack-kills-injures-family



