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Libano: il nesso tra danni alle infrastrutture e ritorno a casa

Edifici danneggiati a Beirut, Libano, 2008 Edifici danneggiati a Beirut, Libano, 2008 Vyacheslav Argenberg su Wikimedia Commons

17 febbraio 2025

I continui attacchi in Libano hanno distrutto infrastrutture e case impedendo il ritorno degli sfollati.

Secondo Human Rights Watch, nel sud del Libano le infrastrutture e i servizi pubblici sono stati distrutti dai continui attacchi di Israele. Questi danni impediscono ai civili di tornare in sicurezza alle loro case. Infatti, mancano  acqua e elettricità, non c’è accesso a telecomunicazioni o ai servizi sanitari. Questo avviene anche se le abitazioni  non presentano danni gravi, come dichiarato da Ramzi Kaiss, ricercatore sul Libano di Human Rights Watch. Da quando è stato firmato il cessate il fuoco nel novembre 2024, i civili libanesi hanno cercato di tornare a casa ma a causa dei danni diffusi alle infrastrutture, l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) delle Nazioni Unite ha riferito che al 5 febbraio 100.000 persone erano ancora sfollate.

La Banca Mondiale ha stimato in 3,4 miliardi di dollari i danni alle “sole strutture fisiche”. Secondo il Programma di sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP), i distretti del Libano meridionale, nord-orientale e centrale hanno subito danni significativi, tra cui la distruzione di 83 strutture scolastiche, 36 strutture sanitarie e 40 strutture idriche. Nel distretto di Nabatiyeh, ad esempio, è stato danneggiato oltre il 33% delle strutture idriche. Inoltre, il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia (UNICEF) riferisce che un terzo dei bambini è fuori dalla scuola a causa della distruzione della maggior parte delle scuole. Infine, il Ministero della Sanità libanese riferisce che l'attacco israeliano ha distrutto 68 ospedali e 177 ambulanze, rendendo più difficile fornire aiuti ai civili.

Questi attacchi sono iniziati nell'ottobre 2023, quando il governo libanese di Hezbollah ha lanciato un attacco contro Israele a sostegno di Gaza. Da allora, Israele ha effettuato attacchi alle infrastrutture sanitarie e ha usato armi esplosive nelle aree popolate.

Human Rights Watch e le altre organizzazioni citate chiedono alla comunità internazionale e al governo libanese di investire nella ricostruzione del Paese.

 

Di Giorgia Rossini

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