Come negli anni precedenti, con l'inizio del 2025, The New Humanitarian ha stilato un elenco di paesi che affrontano o si prevede affronteranno crisi umanitarie nel corso dell'anno. Sebbene l'elenco sia tradizionalmente limitato a 10 paesi, quest'anno, a causa delle violenze in corso, è stato ampliato per includerne 13.
Il Sudan rappresenta una situazione che la comunità internazionale deve monitorare da vicino. Rappresentante la più grande crisi di sfollamento al mondo, il paese conta 12 milioni di sfollati, 25 milioni di persone in condizione di fame acuta e la carestia dichiarata in cinque aree. Queste circostanze drammatiche derivano da un conflitto iniziato come disputa tra le Forze Armate Sudanesi (SAF) e le Forze di Supporto Rapido (RSF), che si è poi trasformato in una crisi nazionale, contrassegnata da violazioni delle norme internazionali e reciproche accuse di crimini internazionali.
Il conflitto in Sudan ha aggravato la già critica situazione nel Corno d'Africa, dove 60 milioni di persone hanno richiesto aiuti lo scorso anno, inclusi 20 milioni di sfollati interni (IDP) in Sudan, Somalia ed Etiopia. Questo sottolinea il ruolo significativo delle potenze regionali nelle crisi interne. Il conflitto in Sudan si è infatti propagato nei paesi vicini, aggravato dal sostegno offerto sia alle SAF – sostenute da Egitto, Arabia Saudita e Iran – sia alle RSF, appoggiate dagli Emirati Arabi Uniti. A complicare ulteriormente la regione è la disputa in corso tra Addis Abeba e Mogadiscio sullo status del Somaliland.
Nella regione del Sahel, la violenza continua a crescere, portando a 2,6 milioni di sfollati interni tra Burkina Faso, Mali e Niger, oltre a 330.000 rifugiati e 15 milioni di persone che necessitano di assistenza umanitaria. Nonostante gli sforzi delle giunte regionali, la violenza in aumento e le minacce da parte di gruppi jihadisti e non jihadisti persistono, in una situazione peggiorata dall’evoluzione dalle tattiche di guerriglia in conflitti che coinvolgono operazioni con droni.
L'attività ribelle è diffusa anche nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), dove il Movimento 23 Marzo (M23) ha sostituito le autorità locali e conquistato nuovi territori. La violenza diffusa ha portato allo sfollamento di 7 milioni di persone, ha spinto 1,5 milioni di individui a cercare rifugio in strutture e campi di accoglienza e ha lasciato un quarto della popolazione – 25,5 milioni – in una condizione di insicurezza alimentare.
La violenza in corso nella Striscia di Gaza ha raggiunto livelli critici, con 46.000 palestinesi uccisi, oltre 2,1 milioni di sfollati e il 92% delle abitazioni danneggiate o distrutte. La regione necessita urgentemente di assistenza internazionale per raggiungere un cessate il fuoco duraturo e avviare la ricostruzione.
In Siria, la caduta di Bashar al-Assad ha segnato la fine di una guerra durata 14 anni, che ha lasciato 7,2 milioni di sfollati interni e oltre 5 milioni di rifugiati. Tuttavia, il paese deve affrontare sfide enormi, con il 90% della popolazione che vive al di sotto della soglia di povertà e circa 400 miliardi di dollari necessari per la ricostruzione. Questo sforzo è ulteriormente complicato dalla presenza di Hayat Tahrir al-Sham, gruppo alla guida della resistenza contro al-Assad e classificato come organizzazione terroristica da alcuni paesi, tra cui gli Stati Uniti, e organizzazioni internazionali, tra cui le Nazioni Unite.
La crisi umanitaria nello Yemen rimane grave, con 4,5 milioni di sfollati e 17,1 milioni di persone che affrontano l'insicurezza alimentare. Nonostante l'83% della popolazione viva in condizioni di povertà multidimensionale, lo Yemen riceve poca attenzione mediatica, a eccezione degli attacchi degli Houthi, che hanno gravemente colpito i flussi commerciali nel Mar Rosso.
Anche l'Afghanistan richiede attenzione, con 22,9 milioni di persone bisognose di assistenza e 3,9 milioni di sfollati interni. La situazione del paese è peggiorata a causa dei disastri naturali, aggravati dalle restrizioni imposte alle donne, che sono escluse dagli studi in medicina e dal lavoro in organizzazioni locali e internazionali. Queste leggi impongono anche limiti alla vita quotidiana, regolando abbigliamento e contenuti digitali ammessi.
Ad Haiti, la crisi umanitaria è caratterizzata da 5,5 milioni di persone che necessitano di assistenza, 5,4 milioni che affrontano fame acuta e un'escalation di violenza da parte delle bande, che controllano gran parte del paese. Allarmante è l'aumento del 1.000% dei tassi di violenza sessuale nel 2024 rispetto all'anno precedente.
Abusi civili e crimini di guerra sono affrontati anche in Myanmar, con 20 milioni di persone bisognose di assistenza e 15 milioni in situazione di insicurezza alimentare acuta. Il governo militare e i gruppi armati, tra cui l'Esercito Arakan, sono accusati di atrocità, in particolare contro i Rohingya, 1 milione dei quali rimane sfollato in campi in Bangladesh.
L'Ucraina continua a fronteggiare enormi sfide a causa del conflitto in corso, con 12,7 milioni di persone bisognose di aiuti umanitari. L'imminente presidenza Trump solleva interrogativi su potenziali cambiamenti nel sostegno degli Stati Uniti all'Ucraina. Questa presidenza solleva anche preoccupazioni sulla migrazione nelle Americhe, in particolare riguardo alle deportazioni di massa di persone senza documenti negli Stati Uniti e alle restrizioni sull'accesso all'asilo al confine tra Stati Uniti e Messico.
Infine, poiché i cambiamenti climatici continuano a peggiorare, Vanuatu sta guidando un caso legale storico dinanzi alla Corte Internazionale di Giustizia, affrontando gli obblighi legali degli Stati nella lotta ai cambiamenti climatici e nella protezione dei civili.
Per saperne di più visita:
https://www.thenewhumanitarian.org/analysis/2025/01/08/humanitarian-crises-demand-your-attention-now



