Il documento offre una ricognizione aggiornata sull’uso delle armi esplosive nelle aree popolate (EWIPA), inclusi gli esiti della Seconda conferenza internazionale di revisione della Dichiarazione Politica Internazionale, organizzata a San José (Costa Rica) il 25 e 26 novembre 2025.
Il primo capitolo inquadra la questione nel contesto dell’urbanizzazione globale: oggi il 55% della popolazione vive in città, percentuale destinata a salire al 68% entro il 2050. In questo scenario, i conflitti armati si svolgono sempre più spesso in centri densamente abitati, dove le armi esplosive, concepite per essere usate in campo aperto, producono effetti devastanti su infrastrutture e civili.
Segue un’analisi dei dati più recenti: nel 2024 si registra un incremento del 69% delle vittime civili rispetto all’anno precedente. I danni non riguardano solo le persone colpite direttamente, ma anche servizi essenziali (sanità, acqua, energia), causando sfollamenti e gravi traumi psicologici.
Il terzo capitolo affronta il quadro giuridico internazionale, approfondendo le tensioni tra i principi del diritto umanitario (distinzione, proporzionalità, precauzione) e le dinamiche operative in ambiente urbano, messe in discussione dagli effetti a largo raggio delle armi esplosive.
Un focus è dedicato alla Dichiarazione Politica Internazionale del 2022, strumento di soft law adottato da 88 Stati per colmare il divario normativo e articolato su quattro pilastri: riconoscimento della problematica, limitazioni operative, assistenza post-conflitto, cooperazione internazionale. L’analisi dello stato di attuazione segnala progressi nella revisione periodica, ma anche criticità nell’universalizzazione degli impegni.
E' approfondita la posizione dell'Italia rispetto al problema e le soluzioni di cui potrebbe essere portatrice.
Il documento si chiude con una panoramica sulle misure raccomandate: prevenzione, limitazione dell’uso, bonifica umanitaria, assistenza alle vittime e ricostruzione. Centrale risulta il tema degli effetti riverberanti e la necessità di un approccio sistemico che consideri l’interconnessione delle infrastrutture e degli impatti umanitari. La seconda conferenza di San José rappresenta un passaggio cruciale per rafforzare la tutela civile e promuovere strategie efficaci di prevenzione e mitigazione.
"L'onda lunga della Guerra: impatto e conseguenze delle armi esplosive sulla vita dei civili" è liberamente consultabile qui.



