Effetti riverberanti delle armi esplosive sulla popolazione civile

Effetti riverberanti delle armi esplosive sulla popolazione civile © Foto di designer491 via iStock

Le armi esplosive, quando utilizzate in aree popolate, provocano effetti devastanti e indiscriminati, causando un'alta percentuale di vittime civili.

Queste armi, che comprendono bombe mortaio, proiettili di artiglieria, razzi e bombe aeree, generano danni su vasta scala attraverso l'esplosione e la frammentazione. Il loro impiego in ambienti densamente abitati non solo causa perdite di vite umane, ma distrugge anche edifici e infrastrutture essenziali quali abitazioni, scuole, ospedali, reti elettriche e sistemi idrici e sanitari. Questa distruzione prolungata nel tempo priva le comunità colpite di beni di prima necessità, conducendo verso disabilità, traumi psicologici, esclusione sociale ed economica, e difficoltà nell'accesso ai servizi fondamentali.

La distruzione delle infrastrutture vitali priva i civili dei servizi essenziali, estendendo la sofferenza ben oltre l'evento esplosivo iniziale. 

Gli attacchi con armi esplosive spesso causano spostamenti forzati della popolazione, interruzioni nell'istruzione e nella fornitura di assistenza sanitaria, aggravando ulteriormente le condizioni di vita. Inoltre, l'uso di queste armi genera grandi quantità di detriti e rifiuti pericolosi, che continuano a rappresentare una minaccia per la popolazione anche anni dopo la fine del conflitto. Gli Stati e gli attori non statali impiegano entrambi la violenza esplosiva. 

Gli Stati utilizzano queste armi principalmente in contesti militari, ma il loro uso contro la propria popolazione è indicativo di crisi interne. 
I gruppi armati non statali, invece, spesso utilizzano ordigni esplosivi improvvisati, che, sebbene destinati a obiettivi militari, colpiscono frequentemente i civili, rappresentando un grave problema umanitario.

Il fenomeno dell'uso di armi esplosive non è nuovo, ma con l'urbanizzazione crescente, i conflitti si sono spostati nei centri abitati, esponendo un numero sempre maggiore di civili ai bombardamenti. Negli ultimi dieci anni, l'uso di armi esplosive in aree popolate ha causato danni civili in 123 paesi, tra cui Siria, Iraq, Afghanistan, Pakistan, Yemen, Nigeria, Somalia, Libia, Palestina (Gaza), Turchia, Ucraina, Libano e Filippine. Ogni anno, i civili rappresentano in media il 90% delle vittime delle armi esplosive, evidenziando l'urgente necessità di affrontare questo problema umanitario e di lavorare per limitare l'uso di tali armi in aree popolate. Le armi esplosive ad ampio raggio sono particolarmente preoccupanti per la loro capacità di causare danni estesi. 

Infatti, la loro imprecisione e la vasta area di impatto rendono molto probabile che colpiscano civili anche quando mirano a obiettivi militari specifici. Questo tipo di armi include grandi bombe aeree, lanciarazzi multi-barile, artiglieria pesante, mortai e missili, progettate per campi di battaglia aperti ma devastanti quando usate in aree densamente popolate.La comunità internazionale, attraverso il diritto umanitario internazionale, cerca di proteggere i civili dai bombardamenti indiscriminati. 

Il Protocollo addizionale I (1977) delle Convenzioni di Ginevra vieta il bombardamento di aree con alta concentrazione di civili, e il Protocollo III della Convenzione su alcune armi convenzionali definisce le concentrazioni di civili, includendo città, villaggi e campi di rifugiati. Il Portavoce del Segretario generale delle Nazioni Unite ha evidenziato l'importanza delle consultazioni informali tenutesi a Ginevra dal 6 all'8 aprile 2022, mirate a sviluppare una dichiarazione politica per proteggere i civili dai danni derivanti dall'uso di armi esplosive nelle aree popolate. Dal 2009, il Segretario generale ha costantemente richiamato l'attenzione sul grave impatto dell'uso di armi esplosive in queste aree, esortando le parti in conflitto a evitarne l'impiego per prevenire danni ai civili.

L'uso di armi esplosive in aree densamente popolate porta al 90% di vittime civili, causando traumi duraturi a milioni di persone. Questi ordigni, spesso progettati per campi di battaglia aperti, provocano distruzioni massicce e indiscriminate quando usati in contesti urbani, colpendo strutture sanitarie, scuole, impianti idrici e igienico-sanitari, reti energetiche e altre infrastrutture critiche.    La distruzione di infrastrutture vitali ha effetti devastanti e a lungo termine sulla popolazione civile, come la perdita dell'accesso a istruzione, servizi sanitari, acqua, comunicazioni e mezzi di sussistenza.

Questi danni rappresentano una violazione dei diritti economici, sociali e culturali della popolazione colpita e sono tra le principali cause di sfollamento di massa, sia interno che oltre i confini, ostacolando il ritorno volontario, sicuro, dignitoso e sostenibile delle comunità sfollate. Inoltre, l'uso di armi esplosive in aree popolate lascia spesso livelli elevati di contaminazione da ordigni inesplosi, complicando gli sforzi di stabilizzazione e ricostruzione a lungo termine. La rimozione di questi ordigni è complessa, costosa e pericolosa, rendendo difficile il ripristino delle aree colpite. Il Segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha elogiato gli sforzi degli Stati nel formulare una dichiarazione politica che affronti l'impatto umanitario e sui diritti umani derivante dall'uso di armi esplosive nelle zone densamente abitate. Ha sottolineato l'importanza di un testo robusto che impegni esplicitamente a evitare l'utilizzo di armamenti esplosivi con conseguenze estese in tali contesti, data la loro propensione a provocare danni indiscriminati. Inoltre, ha espresso sostegno per l'elaborazione di una dichiarazione politica e per l'adozione di restrizioni adeguate, standard comuni e politiche operative conformi al diritto umanitario internazionale. Questo per limitare l'impiego di armi esplosive nelle zone densamente popolate e per salvaguardare i civili dagli effetti devastanti di tali conflitti.

L'UNICEF è attivamente impegnato sul campo nelle zone di conflitto per mitigare gli impatti devastanti sulle vite dei bambini, fornendo assistenza vitale e sostegno a coloro che sono più a rischio. Tuttavia, l'organizzazione riconosce che questo intervento ha un limite e che la prevenzione è fondamentale per garantire la protezione di tutti i bambini. Questo richiede una risposta internazionale forte e continuativa.

L'UNICEF chiede un impegno: tutte le parti coinvolte nei conflitti e coloro che esercitano influenza su di esse devono proteggere e garantire il rispetto dei diritti dei bambini, compresa la cessazione dell'uso di armi esplosive nelle aree popolate. Tutti gli Stati membri sono incoraggiati a firmare la Dichiarazione EWIPA e ad adottare misure, politiche e pratiche militari che riducano i danni ai bambini, condividendo le best practice con altri paesi.
I firmatari della Dichiarazione EWIPA devono sollevare con forza l'argomento dell'impatto devastante delle armi esplosive sulle vite dei bambini e promuovere attivamente la Dichiarazione politica, incoraggiando le parti in conflitto globalmente a cessare l'uso di queste armi. Gli Stati membri devono fornire un sostegno finanziario continuo per programmi e interventi volti a proteggere i bambini dall'effetto delle armi esplosive, inclusa la sorveglianza degli incidenti, la preparazione e protezione durante i conflitti, l'educazione al rischio degli ordigni esplosivi, la bonifica e l'assistenza alle vittime. Gli Stati membri devono evitare il trasferimento di armi esplosive alle parti coinvolte nei conflitti che potrebbero utilizzarle contro obiettivi civili, in conformità con il trattato sul commercio delle armi. 

Gli Stati membri, le organizzazioni internazionali e la società civile devono raccogliere e condividere prove e dati sull'impatto diretto e indiretto delle armi esplosive sui bambini, incluso il monitoraggio delle vittime e la salute mentale, per sostenere gli sforzi volti alla protezione dei bambini. Il Direttore esecutivo dell'UNICEF, Chaiban, sottolinea che l'adesione costante dei leader mondiali e l'attuazione della Dichiarazione EWIPA sono cruciali per contrastare l'uso di armi esplosive nelle aree popolate. 

 

Per saperne di più, leggi: 

https://reliefweb.int/report/world/meaningful-action-prevent-use-explosive-weapons-populated-areas-could-almost-halve-number-child-casualties-conflicts 

https://www.icrc.org/en/explosive-weapons-populated-areas 

https://unric.org/it/si-alla-dichiarazione-congiunta-per-affrontare-limpatto-umanitario-delluso-di-armi-esplosive-il-messaggio-del-portavoce-del-segretario-generale/ 

https://www.amnesty.it/campagne/armi-diritti-umani/ 

https://italiarappginevra.esteri.it/it/il-disarmo/la-convenzione-su-certe-armi-convenzionali-e-protocolli-annessi/

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