L'urgenza di affrontare la crisi globale della fame

Sala delle riunioni dell’Assemblea Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. Sala delle riunioni dell’Assemblea Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. © Davi Mendes via Unsplash

20 settembre 2022

La riunione dei leader globali per l'Assemblea Generale dell’ONU è accompagnata da un appello per un'azione immediata da parte di 238 organizzazioni civili.

New York, sede centrale delle Nazioni Unite, numerose organizzazioni non governative chiedono ai leader mondiali di intraprendere azioni decisive per porre fine alla crisi globale della fame. 345 milioni di persone stanno vivendo una fame acuta, un numero che è più che raddoppiato dal 2019. Si stima che ogni quattro secondi una persona muoia di fame in tutto il mondo. La carestia è ancora una volta imminente: 50 milioni di persone sono sull'orlo della fame in 45 paesi. La crisi globale della fame è stata alimentata da un mix mortale di povertà, ingiustizia sociale, disuguaglianza di genere, conflitti, cambiamenti climatici e shock economici.

Il 24 maggio 2018, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite approvò all'unanimità la risoluzione 2417 per condannare l'uso dell'insicurezza alimentare, della fame e della "minaccia della fame" come tattica di guerra. Da quel giorno in poi, la situazione non è cambiata e le parti in conflitto hanno continuato a non rispettare gli obblighi del diritto umanitario internazionale distruggendo siti vitali nel mezzo di conflitti (come nel caso della guerra in Ucraina).

Oggi, dopo gli effetti distruttivi della pandemia COVID-19, gli shock climatici e la guerra tra Russia e Ucraina, i prezzi dei prodotti alimentari, i costi della vita e in generale l'insicurezza legata al sistema alimentare hanno raggiunto picchi storici. Per questo motivo, ora più che mai è necessario porre l'accento su questo aspetto al fine di promuovere la cooperazione e l'assistenza umanitaria per rispondere meglio e prevenire le crisi attuali e future, ciò viene sottolineato dal WFP insieme a molte ONG in una lettera aperta che esprime indignazione per i livelli di fame alle stelle e raccomandazioni per un’azione immediata.

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di Viola Rubeca




 

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