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5 novembre 2018

I governi di Bangladesh e Myanmar intendono avviare il processo di rimpatrio dei rifugiati Rohingya nonostante gli investigatori delle Nazioni Unite si oppongano dato il genocidio ancora in corso.


Il 30 ottobre 2018, i governi di Bangladesh e Myanmar hanno annunciato di essere d’accordo per avviare il processo di rimpatrio per centinaia di migliaia di rifugiati Rohingya, in Myanmar, a partire da metà novembre. Questo annuncio è stato reso ufficiale meno di una settimana fa, dopo che  Marzuki Darusman, presidente della missione di inchiesta dell'ONU in Myanmar, ha dichiarato che i Rohingya che vivono ancora in Myanmar «continuano a subire la più grave repressione». Darusman ha anche ribadito che «il genocidio è in corso».

I Rohingya costituiscono una minoranza islamica in Myanmar, un paese a maggioranza buddista. Molti vivono nella provincia di Rakhine, una zona situata ad est di Myanmar, che confina a sud con il Bangladesh e il Golfo del Bengala. Da agosto 2017, circa 720.000 Rohingya hanno dovuto lasciare il Paese a causa di una violenta repressione militare, molti dei quali sono fuggiti nei campi di accoglienza in Bangladesh. I rifugiati Rohingya sono posti di fronte a numerose difficoltà all’interno dei campi in cui sono stati collocati. A ottobre 2018, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM), ha riportato che un gran numero di ragazze e donne Rohingya nei campi di accoglienza rifugiati in Bangladesh sono state vittime di traffico umano.

Da quando sono fuggiti, molti rifugiati hanno condiviso storie di atrocità presumibilmente eseguite dall’esercito di Myanmar, tra cui stupro, omicidio e incendio doloso. Questi atti efferati sono stati definiti atti di genocidio da alcuni, incluso dalla recente missione d’inchiesta delle Nazioni Unite. Tuttavia, il governo di Myanmar nega tutte le accuse di genocidio, ribadendo che tutti le loro azioni sono state difensive nei confronti dei combattenti ribelli armati.

In risposta alla dichiarazione ufficiale di i governi di Myanmar e Bangladesh di avviare un processo di rimpatrio, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha riferito che la situazione nella provincia di Rakhine «è ancora insostenibile per i rimpatri.» In una dichiarazione alla Reuters, Andrej Mahecic, portavoce dell’UNHCR, ha fatto presente che «É cruciale che i rimpatri non siano affrettati o prematuri.”

 

Per saperne di più, cliccate sui seguenti link:

https://www.aljazeera.com/news/2018/10/bangladesh-myanmar-start-returning-rohingya-november-181030111704845.html

https://www.aljazeera.com/news/2018/10/investigator-myanmar-genocide-rohingya-ongoing-181025035804009.html

https://news.un.org/en/story/2018/10/1023282

https://www.reuters.com/article/us-myanmar-rohingya/bangladesh-myanmar-agree-to-begin-rohingya-repatriation-by-mid-november-idUSKCN1N414Q

https://www.reuters.com/article/us-myanmar-rohingya-un/rohingya-returns-to-myanmar-must-not-be-rushed-or-premature-unhcr-idUSKCN1N42BG

Pubblicato in Birmania - Rassegna Web
Martedì, 13 Novembre 2018