Il governo dell’Angola procede all’arresto di attivisti con l’accusa di cospirazione contro lo stato.

Dimostrazione a sostegno dell'attivista angolano Luaty Beirao Dimostrazione a sostegno dell'attivista angolano Luaty Beirao RFI /Marie-Line Darcy

10 novembre 2015
A quarant’anni dall’indipendenza, il popolo dell’Angola continua a lottare per la propria libertà ed i propri diritti.

L’Angola ha ottenuto l’indipendenza dal Portogallo nel 1975 e poco dopo ha sopportato una guerra civile di 27 anni. Nonostante la fine della guerra civile nel 2002, la popolazione dell’Angola continua ad essere vittima della politica d’oppressione del governo. Durante il mandato del presidente José Eduardo dos Santos, il governo ha portato avanti esecuzioni extragiudiziarie, arresti arbitrari e tortura dei civili impegnati nella difesa della libertà di associazione e di espressione.

Lo scorso giugno, 15 giovani attivisti sono stati arrestati nella capitale Luanda per essersi incontrati per commentare il libro From Dictatorship to Democracy: A Conceptual Framework for Liberation, Dalla dittatura alla democrazia: schema concettuale per la liberazione. I detenuti hanno subito maltrattamenti, sono stati spesso messi in isolamento e sono stati detenuti in carcere oltre i 90 giorni previsti per legge. Molti degli attivisti arrestati hanno iniziato uno sciopero della fame per protestare contro il loro arresto ingiustificato.

A settembre il governo angolano ha finalmente rilasciato i detenuti formulando ufficialmente l’accusa, che è quella di pianificare atti di ribellione e complottare a danno del presidente e delle istituzioni dello stato. Il tribunale ha fissato la prima udienza per il 16 novembre. Nel caso in cui dovessero essere ritenuti colpevoli, gli attivisti potrebbero scontare una pena di 12 anni.

Da quel momento sette organizzazioni umanitarie nazionali ed internazionali (Association for Justice Peace and Democracy, OMUNGA, SOS Habitat Angola, Human Rights Institute of South Africa, Réseau des Défenseurs des Droits Humains en Afrique Centrale, l’African Centre for Democracy and Human Rights Studies e Human Rights Watch) hanno invitato il governo angolano a predisporre il rilascio immediato degli attivisti ed a provvedere affinchè gli attivisti dei diritti umani del paese non siano più minacciati, molestati ed intimiditi.

Per maggiori informazioni, visita:
https://www.Amnesty.org/en/Latest/News/2015/11/Angola-Independence-Celebrations-marred-by-Crackdown-on-Human-Rights/
https://www.hrw.org/News/2015/11/04/Angola-Free-jailed-activists
http://www.ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=16644&LangID=E https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/geos/ao.html

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