Sud Sudan: Il conflitto dell'Alto Nilo impedisce gli aiuti umanitari

Inondazione nell’Alto Nilo. Inondazione nell’Alto Nilo. ©MSF

21 Ottobre 2022

In ottobre Medici Senza Frontiere ha riportato la drammatica situazione nel Sud Sudan causata dal conflitto nell’Alto Nilo. 

Il 21 ottobre, Medici Senza Frontiere (MSF) ha riportato alcune informazioni riguardanti la situazione del conflitto in Sud Sudan, in particolare nell’Alto Nilo, che impedisce agli aiuti umanitari di raggiungere le persone colpite dagli scontri armati; a peggiorare la situazione, i civili sono anche attualmente colpiti dalle devastazioni causate dalle inondazioni del fiume. In particolare, l'organizzazione ha denunciato che, dall'inizio del conflitto in agosto, più di 40.000 persone sono sfollate nella regione.

La cosa peggiore è che questi gruppi armati, hanno preso di mira volontariamente i civili e le infrastrutture civili: a settembre, le parti coinvolte nei combattimenti hanno intenzionalmente colpito un campo di sfollamento improvvisato ad Adidhiang in cui principalmente donne e bambini si erano rifugiati. In questa occasione, numerosi civili sono rimasti uccisi negli attacchi, e molti sono morti mentre tentavano di fuggire venendo spazzati via dalle acque alluvionali. Nelle zone maggiormente colpite dal conflitto come Malakal, sia il sito The Protection of Civilians (PoC) che l'ospedale MSF sono stati sopraffatti dalla nuova ondata di rifugiati, con più di 18.000 nuove persone in cerca di rifugio - in una situazione già di notevole affollamento in quanto prima ospitavano già circa 34.000 persone.

MSF e altre organizzazioni sul campo stanno chiaramente esaurendo le risorse; considerando tutto ciò, nelle ultime settimane Medici Senza Frontiere ha richiesto che tutte le parti armate del conflitto cessino immediatamente di prendere di mira i civili e concedano alle organizzazioni umanitarie l'accesso alle zone colpite per fornire aiuti a coloro che ne hanno bisogno. 

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di Alexia Tenneriello

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